Fine del Mondo: 21 dicembre. I Maya avranno ragione? C’e’ chi si prepara e chi guadagna

Ci siamo. Il countdown per la fine del mondo e’ quasi terminato. Secondo la cosiddetta “profezia maya” il 21 dicembre la nostra civilta’ finira’.

La preoccupazione tra la popolazione mondiale cresce e sono in molti gli esperti, o sedicenti tali, che si accalcano dando ogni genere di teoria o prova a supporto o contro.

Ma, ci si creda o no, intanto il business e’ assicurato. E sono in molti che stanno sfruttando questa “scadenza” come un’ottima opportunita’ per fare soldi.

Vediamo di cosa stiamo parlando per poi illustrare come il mondo si prepara e chi ci guadagna.

Il Calendario Maya e la Profezia sulla fine del nostro Mondo

La misurazione del tempo elaborata dai Maya era frutto della loro assoluta precisione matematica. Il loro calendario era molto elaborato e basato su piu’cicli di durata diversa.

Accanto al calendario religioso, chiamato Tzolkin, e a quello civile, chiamato Haab, i Maya utilizzavano infatti anche un sistema per il conteggio nel lungo periodo.

Il Lungo Computo indicava il numero di giorni dall’inizio dell’era maya e contrassegna un periodo di 5125 anni che si sarebbe aperto nel 3113 a. C e si chiuderebbe proprio nel 2012. Ogni 5125 anni finisce un’erae neinizia una successiva. Vediamo adesso, di seguito, le ere che si sarebbero susseguite:

Era dell’acqua: 23614 a.C – 18489 a.C.

Era dell’Aria: 18489 a.C. – 13364 a.C.

Era del Fuoco: 13364 a.C. – 8239 a.C.

Era della Terra: 8239 a.C. – 3114 a.C.

Era dell’Oro: 3114 a.C. – 2012 d.C.

Ad ogni era corrisponderebbe una civilta’. Queste ere, con le sue civilta’ corrispondenti, sarebbero terminate, secondo alcuni studiosi, con dei cataclismi. Noi ci troveremmo nell’eta’ dell’oro (anche se secondo alcuni l’eta’ dell’Oro sara’ la prossima) e secondo il calendario Maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012.

Secondo i maya, ciascun ciclo del Lungo computo corrisponde ad un’era del mondo; il passaggio da un’era all’altra e’ segnato dunque da un cambiamento positivo preceduto da eventi piu’ o meno significativi.

Il calendario maya e’ studiato da numerosi ricercatori, sono molti infatti ad essere interessati all’interpretazione della cultura di questa civilta’ dalle profonde e acute conoscenze.

Un gruppo di Studiosi del Peabody Museum di Harvard, uno dei centri piu’ importanti al mondo per lo studio e la ricerca dell’archeologia maya, sostengono infatti che, come testimoniano reperti etnografici e gli antichi monumenti analizzati, i calendari maya, essendo dei cicli,nonfiniscono.

Sono tutti diversi e collegati insieme, come noi abbiamo settimane da sette giorni e mesi da 28 a 31 giorni. Quando per noi un mese finisce, inizia il successivo, ma nel frattempo potremmo trovarci a meta’ della settimana, cosi’ succederebbe con i calendari maya. Alcuni finivano e ricominciavano mentre altri erano ancora a meta’ del ciclo, proprio mentre gli altri terminavano.

Quindi la fine del calendario non significava la fine del mondo, ma semplicemente la fine di un ciclo che, nella concezione circolare del tempo secondo i maya, stava ad indicare soltanto l’inizio di un nuovo ciclo.

COME SI PREPARA IL MONDO

In rete spopolano i kit di sopravvivenza, per tutte le tasche: soprattutto scatolette di cibo a lunga conservazione, filtri per depurare l’acqua, lampadine raggi UV che in 90 secondi disinfetta i liquidi da viruse batteri, medicinali e valigette da pronto soccorso provviste di ogni cosa, walky-talky o altri sistemi alternativi per comunicare.

Uan imprenditrice di Tomsk, nella Russia siberiana, ha approntato e sta vendendo a 30 dollari un ‘kit di sopravvivenza’, vodka compresa.

Immancabili, in uno scenario apocalittico, le tute contro qualsiasi attacco (nucleare, chimico, batteriologico), maschere antigas, coltelli e bussole.

Diffusi tra appassionati e curiosi anche l’orologio e la sveglia che segnano il conto alla rovescia: giorni, ore, minuti e secondi che scandiscono l’avvicinarsi della presunta apocalisse.

Ma ci sono anche aziende negli Stati Uniti che promettono la salvezza costruendo veri e propri bunker. Una fabbrica della California ne costruisce uno di superlusso con una capacita’ di alcune decine di persone. Nel settoresono molto attive anche alcune aziende italiane.

E poi ci sono i viaggi: presi d’assalto tutti i paesi dell’America centrale come Belize, Honduras, Guatemala, El Salvador, che stanno accogliendo frotte di turisti curiosi del ‘mundo May’ e nei luoghi archeologici c’e’ gia’ quasi il tutto esaurito.

Naturalmente locali e discoteche sfruttano la situazione e in ogni angolo del pianeta impazzano aperitivi, cene e feste a tema. Per aspettare tutti insieme la fine. In molte citta’ sono inoltre previste manifestazioni, concerti, fuochi d’artificio.

In Italia c’e’ poi un paesino Cisternino , in Puglia, dove i seguaci della setta indiana Babaji dicono che ci si salvera’. Come nel piccolo villaggio di Bugarach , nei Pirenei, che e’ diventato meta dei timorosi perche’ ritenuto l’unico posto in grado di fare da scudo alla devastazione della fine del pianeta.

Restando nel settore viaggi e’ bizzarra l’idea di un tour operator asiatico che vende viaggi per il paradiso (15 dollari) e per l’inferno (piu’caro, 18 dollari).

Non scherza neanche la Nasa con il suo Ask an astrobiologist, servizio in cui i membri dell’agenzia spaziale americana rispondono alle domande del pubblico. Finora le domande sul Doomsday, il giorno del giudizio come lo chiamano negli States, hanno raggiunto quota cinquemila, dimostrando un certo interesse per l’argomento.

Sempre dagli Usa e’ partito un sito per incontri amorosi tra catastrofisti. Si chiama Survivalistsingles.com, e’ gratuito, e in meno di due anni ha decuplicato i propri iscritti portandoli fino a oltre 4mila dai 400 del 2010.

19 / 12 / 2012

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