Fed osservato speciale, su Fiat pesano i ritardi per l’acquisizione di Chrysler

Proseguono contrastati gli indici Usa nell’ultima settimana del mese che vedrà tra i vari appuntamenti il meeting della Fed.

Autore: Ufficio Studi IG. Il Dow Jones Industrial Average è poco mosso, mentre l’S&P500 sale dello 0,15%, segnando i nuovi massimi storici a quota 1.760 punti. In Europa, seduta debole con il Dax che rimane al ridosso dell’area 9.000 punti, segnando un calo frazionale dello 0,1%. Il mercato rimane in attesa del comunicato della Fed, che verrà scandagliato dagli investitori parola per parola per capire se rimane aperta l’ipotesi dell’inizio del tapering prima della fine dell’anno o se ci sarà uno slittamento a inizio 2014. I mercati nelle ultime settimane hanno metabolizzato questo secondo scenario, pertanto se dovesse trovare conferma nel comunicato potremmo assistere a violenti movimenti rialzisti destinati a rientrare dopo qualche seduta. Nel primo caso invece, le borse potrebbero agire male e il dollaro potrebbe essere oggetto di forti acquisti sui mercati. Sul fronte corporate, questa sera Apple alzerà il velo sui conti del 3° trimetre. I recenti dati sulle vendite di Iphone 5s hanno un po’ disatteso gli operatori. Il titolo rimane al ridosso della resistenza a 525 dollari, al di sopra del quale si aprirebbe lo spazio per un recupero dei 600 dollari. Segnali negativi giungerebbero sono con un ritorno sotto area 500 dollari.

Valute: Miles (BoE) deprime la sterlina

Sul fronte valutario, seduta con pochi spunti di rilievo con timidi movimenti sul dollaro e sull’euro. I movimenti più interessanti si sono registrati nei cambi contro la sterlina, dopo i commenti che sono arrivati dal membro del consiglio direttivo della Bank of England, David Miles, secondo cui un taglio prematuro dei tassi potrebbe danneggiare l’economia britannica. Nonostante nella forward guidance la BoE abbia fissato il target sul tasso di disoccupazione al 7% per iniziare ad alzare i tassi, la sensazione è che la spaccatura nella BoE possa ridurre questa soglia al 6,5%.

Fed Fiat ChryslerItalia: Fiat ai minimi da quasi due mesi

A Piazza Affari il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni con un calo dello 0,25%, a quota 18.830 punti, dopo aver sfiorato un -1% a qualche ora dalla chiusura. La volatilità dell’indice italiano sembra confermare che gli operatori sono abbastanza indecisi sui prossimi movimenti dell’indice. Le vendite si sono concentrate sui titoli bancari. Unica eccezione Mediobanca (+2,7%) dopo i conti migliori delle attese. A pochi giorni dai conti, scende Fiat (-3,2%). Il titolo del Lingotto sembra pagare una serie di news negative, tra cui la view negativa del settore automotive europeo di JP Morgan e le previsioni di un taglio dei target di Chrysler. Il titolo si sta dirigendo verso il supporto collocato in area 5,60 euro dove è possibile assistere a una reazione. Da qui a fine anno continuiamo a credere che il principale driver di risalita rimane proprio l’acquisizione del 100% di Chrysler.

Titoli di Stato: rendimenti visti in calo anche per Bot e Btp

Sul fronte governativo, buona asta Ctz a 2 anni questa mattina, con un bid-to-cover pressoché invariato nonostante il calo dei rendimenti. Domani è attesa l’asta Bot a 6 mesi fino a 8 miliardi di euro. Ci aspettiamo rendimenti in flessione dallo 0,79% di un mese fa. Il titolo dovrebbe beneficiare del rally dei titoli di Stato italiano delle ultime settimane. Più importante saranno le aste di mercoledì, quando andranno in collocamento fino a 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni. Salvo sorprese, anche su quelle scadenze potremmo assistere a un calo dei rendimenti. A finire sotto pressione potrebbe essere la domanda, visto il successo raccolto dal Btp a 7 anni qualche settimana fa e la normalizzazione del mercato governativo Usa.

Commodity: recuperano oro e petrolio

Tra le materie prime, sale ai massimi da oltre un mese l’oro, arrivando a quota 1.360 dollari/oncia. Il metallo prezioso sembra beneficiare della debolezza del dollaro statunitense che lo sta riportando passo dopo passo verso l’area dei 1.400 dollari. Recupera il terreno perso il petrolio, con il Wti salito a quota 98,60 dollari/barile dopo i minimi degli ultimi 4 mesi aggiornati la scorsa settimana. Un livello chiave rimane ora a quota 99, oltre il quale si aprirebbe lo spazio per tornare sopra quota 100 dollari.

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