Euro: le parole hanno finalmente un impatto. Le prossime mosse della Bce

Il principale evento di mercato della scorsa settimana è stata la conferenza stampa a seguito della riunione mensile della Bce sulla politica monetaria.

Le parole di Draghi che hanno sottolineato come la banca centrale sia “a proprio agio per agire la prossima volta, dopo aver visto i numeri delle proiezioni economiche dei propri esperti, i primi di giugno” hanno spinto il cambio EUR/USD al ribasso poiché il mercato prezzava una politica monetaria più accomodante.

Se la Bce agirà a giugno lo farà per tagliare il tasso refi e potenzialmente il tasso di deposito. Questa azione farebbe scendere il cambio EUR/USD intorno ad 1,33, in particolare nel breve termine. Tuttavia, riteniamo che non si tratta di una decisione già presa. Mentre le proiezioni riviste dello staff sarebbero probabilmente citate come la ragione principale per un cambiamento nella politica, pensiamo che anche i prossimi dati sull’inflazione dei prezzi al consumo in Germania e nell’Eurozona e il livello del cambio EUR/USD saranno fattori importanti per la decisione. Se il cambio EUR/USD dovesse continuare a procedere al ribasso, l’inflazione dovesse rimanere stabile o alzarsi e la congiuntura economica non dovesse cambiare, non escludiamo che la Banca centrale europea possa decidere di non intervenire ancora.

Ciò che sembra improbabile è che possa essere il dollaro a influenzare il cambio EUR/USD. Dopo mesi di dati deludenti, il mercato affronta le sorprese positive con diffidenza – per questa ragione il rally del dollaro dopo gli ottimi dati sulle buste paga è durato solo pochi giorni. Pensiamo che il sentiment di mercato avrà bisogno di tempo per cambiare. Fino ad allora, le performance del dollaro rischiano di essere poco brillanti.

Commento di Sara Yates – J.P. Morgan Private Bank