Eni: Paolo Scaroni, possiamo raddoppiare la produzione italiana

Paolo Scaroni ha espresso la sua volontà di continuare a guidare Eni in vista della scadenza del consiglio del gruppo, prevista per la prossima primavera.

paolo scaroniIntervistato da Gianni Minoli su Radio 24 Paolo Scaroni ha fatto capire che il governo dovrà rifare il calcolo delle privatizzazioni. La quota di 2 miliardi del pacchetto di dismissioni da 10-12 miliardi previsto dal governo non potrà infatti arrivare entro il 2014. Il progetto del governo ruota intorno all’acquisto di azioni proprie da parte dell’Eni. Un modo per far crescere le quote in mano a Tesoro e Cdp (oggi al 4,34 e 25,76%) per consentire allo Stato di vendere il 3% senza scendere sotto il pacchetto di controllo del 30%.

L’operazione può partire già da domani. Eni, ha spiegato Scaroni, “si è fatta approvare in assemblea, anche dal Tesoro, un piano di riacquisto di azioni proprie, siamo autorizzati“. Ma i tempi non sono quelli ipotizzati dal premier Enrico Letta: “Per realizzare il precedente buyback del 10% ci abbiamo messo nove anni. Non è che ci metteremo 9 mesi, ci vogliono tempi lunghi. E comunque abbiamo detto ai nostri azionisti che riacquisteremo le azioni se il prezzo del petrolio è alto, se rispetteremo i parametri finanziari e se i nostri risultati saranno buoni. Ma non diremo quante azioni compreremo né quando le compriamo”.

Il governo Letta dovrà ingoiare le critiche del manager sulla scarsa attenzione verso il petrolio made in Italy. “L’Italia non è certo l’Arabia Saudita ma è più ricca di petrolio di Francia, Spagna o Germania. Circa un 10% dei nostri consumi viene prodotto localmente, anche se si potrebbe fare molto di piu. Se utilizzassimo le stesse norme che utilizzano in Paesi puliti come la Norvegia o l’Inghilterra potremmo tranquillamente raddoppiare e arrivare al 20%. Non si fa perché abbiamo norme eccessivamente severe” ha concluso Paolo Scaroni. Libero.it

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