È giusto multare i clienti senza scontrino?

È giusto multare i clienti senza scontrino?È una proposta, ma la si puo’ bollare anche come una provocazione: Giuseppe Bortolussi, numero uno della Cgia di Mestre (l’associazione veneta che raggruppa gli artigiani e le piccole imprese), ha detto la sua sui nuovi incentivi che si potrebbero introdurre per emettere scontrini e ricevute fiscali, proponendo appunto di tornare a multare anche quei clienti che non sono soliti chiederli e quindi non ne sono in possesso. Come valutare questa idea?

La Cgia non e’ d’accordo con la possibilita’ di scaricare il costo dell’acquisto di beni e servizi dalla dichiarazione dei redditi (il cosiddetto “contrasto di interessi”), ma chissa’ in quanti ricordano come e’ stato effettivamente introdotto lo scontrino fiscale. Nei lontani anni Ottanta si decide di sfruttare questo strumento per stroncare l’evasione, un problema sempre molto diffuso in Italia. Oltre ad esso, furono previsti anche diversi controlli, obblighi e appunto multe, sia per i clienti che per i commercianti.

Le polemiche montarono immediatamente, in quanto vi furono dei casi paradossali, come ad esempio quello di un bambino “pizzicato” senza scontrino dopo aver acquistato delle patatine. L’abolizione della punibilita’ del cliente e’ divenuta quindi realta’, senza altri clamori, quasi fosse una cosa naturale. È ovvio che ogni situazione va distinta, ma un po’ di responsabilita’ deve essere imputata anche a chi non richiede questo strumento e consente all’evasione di aggiungere un altro tassello.

Magari una riflessione approfondita potrebbe portare a qualche misura interessante e non discriminatoria: non si chiede di conservare ogni singolo scontrino, anche quello per una piccola spesa, ma di pretendere che il negoziante lo emetta e che sia compilato in maniera corretta. Si sta forse chiedendo troppo?

Autore: simone ricci – Iljournal.it