Cosa rischiano gli Stati Uniti il 1° marzo

Cosa rischiano gli Stati Uniti il 1° marzoDopo il Fiscal Cliff, ora e’ giunto il momento di preoccuparsi per il “sequester”. È questo il termine che negli Stati Uniti si sta utilizzando per indicare i tagli automatici di spesa che diventeranno effettivi a partire dal prossimo 1° marzo. Non si tratta di un problema da poco, si sta parlando di ben ottantacinque miliardi di dollari in meno per tutto quest’anno, nel caso Repubblicani e Democratici non dovessero mettersi d’accordo sulla riduzione del disavanzo pubblico.

La preoccupazione e’ alle stelle e non si puo’ dare torto agli americani, visto che lo scenario piu’ probabile non fa dormire sonni tranquilli: senza intesa mancheranno le risorse necessarie per qualsiasi attivita’ governative, con un impatto devastante sull’economia a stelle e strisce. Nel dettaglio, le spese relative al settore della Difesa potrebbero essere tagliate di tredici punti percentuali, solo per fare un esempio, mentre il prodotto interno lordo potrebbe arrivare a perdere l’1,5%.

Insomma, si prospetta un bel caos. In particolare, il peggio dovrebbe esserci con la riduzione del personale delle torri di controllo e della sicurezza, senza dimenticare gli ospedali pubblici, i pompieri e le agenzie federali che sono attive in vari controlli e ispezioni. Basti pensare che l’agenzia americana per l’ambiente e’ destinata a interrompere ben duemila ispezioni, a tutto vantaggio dell’inquinamento e della salute. I guai maggiori sono quelli che rischia il Pentagono.

La sede del quartiere generale del Dipartimento della Difesa potrebbe licenziare ben 400mila persone entro il prossimo mese di aprile, un numero davvero impressionante. Ma un accordo e’ ancora possibile? Il presidente Barack Obama ha soltanto quattro giorni a disposizione per trovare un compromesso con i Repubblicani, in particolare sui tagli alle spese sociali. Chi e’ ottimista ragione nel modo seguente: nessuno vuole essere ritenuto responsabile di cosi’ tante perdite di posti di lavoro, alla fine una intesa verra’ trovata. Si spera che sia davvero cosi’.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it