Come le multinazionali del cibo ingannano i consumatori

Come le multinazionali del cibo ingannano i consumatoriMichael Moss non e’ un reporter qualsiasi e se ha vinto il Premio Pulitzer nel 2010 un motivo ci sara’: il suo ultimo libro, “Salt sugar fat: how the food giants hooked Us”, vuole dimostrare come i dirigenti di alcuni importanti colossi alimentari siano consapevoli dei rischi per la salute dei consumatori provocati dai loro prodotti. Moss ha citato anche tre nomi celebri in questo caso, vale a dire Kraft, Nestle’ e General Mills. Il riferimento va ai consumatori americani, ma si puo’ immaginare benissimo cosa accade nel resto del mondo.

La tesi di questo libro si basa sul fatto che lo zucchero, il sale e i grassi aggiunti a cereali, zuppe, salse e centinaia di altri cibi siano dannosi per la nostra salute, quasi come se l’industria alimentare fosse diventata cieca di fronte ai pericoli e alle conseguenze di quello che commercializza. Moss ha anche voluto far capire quanti soldi siano spesi per aumentare l’assuefazione al cibo, milioni e milioni di dollari nello specifico. Come e’ stato possibile architettare questo inganno?

Ecco tre esempi eclatanti. La Cargill, multinazionale che ha sede a Minneapolis, ha alterato le proprieta’ fisiche del sale, polverizzandolo finemente, in modo da far risaltare immediatamente il gusto. Gli scienziati della Nestle’, invece, starebbero imbrogliando i consumatori grazie alla distribuzione di globuli del grasso che influenzano il loro assorbimento. Inoltre, lo zucchero e i grassi utilizzati per i cibi sono stabiliti in modo da dare ancora piu’ assuefazione.

Tra l’altro, anche chi promette meno grassi o zuccheri, in realta’ si vanta soltanto di essere un alleato della forma e della salute, quando in realta’ i valori sono totalmente diversi. In questa maniera l’industria alimentare rischia di perdere la fiducia collettiva, una conseguenza inevitabile se ci si continuera’ a comportare cosi’.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it