Come il Fondo Clessidra potrebbe acquistare La7

La vicenda relativa all’acquisizione di Telecom Italia Media, la spa che detiene anche la rete televisiva La7, e’ ricca di indiscrezioni e smentite: se fino a poco tempo fa si poteva parlare di Urbano Cairo e del suo vasto impero editoriale come i favoriti per il futuro dell’azienda, ora bisogna fidarsi di altri nomi. Si tratta di Claudio Sposito, presidente e amministratore delegato del Fondo Clessidra, un altro dei papabili che sembrava pero’ defilato.

Sposito e’ attivo in questo fondo da ben dieci anni, ma e’ stato anche manager all’interno di Fininvest, ma non sono ne’ il suo passato ne’ il suo curriculum a determinare questa posizione di vantaggio rispetto agli altri pretendenti. In realta’, uno spiraglio di chiarezza lo si potra’ avere solamente lunedi’ prossimo, quando si terra’ il consiglio di amministrazione di Telecom Italia: il cda e’ proprio l’occasione giusta per placare lo scontro che divide Franco Bernabe’, numero uno della societa’ telefonica, e l’azionista Telco.

La scelta del Fondo Clessidra e’ ben vista da Mediobanca: perche’ l’istituto di credito fondato da Enrico Cuccia preme per una soluzione del genere? Sposito e’ pronto a rilevare il 77% delle azioni di Ti Media che sono attualmente in possesso della capogruppo Telecom Italia, mentre invece Cairo non ha le stesse intenzioni. Secondo Mediobanca, con una rilevazione azionaria di queste dimensioni, Telecom Italia potrebbe cancellare le perdite della sua controllata (cento milioni di euro).

A settembre, il Fondo Clessidra presento’ una offerta non vincolante per assicurarsi il gruppo televisivo, in modo da ottenere sia la divisione tv che quella mux, vale a dire il multiplexer, il dispositivo in grado di selezionare un singolo segnale elettrico tra quelli in ingresso.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it