Badanti, baysitter e colf: nessuna tassa sul licenziamento. Pagheranno solo le aziende

Il ministero del Lavoro cambia idea. Le famiglie non dovranno pagare nessuna tassa per il licenziamento di colf, badanti e Baysitter.

Il comma 31 dell’articolo 2 della legge 92/2012 si applichera’ dunque solo alle imprese.

Salvi quindi pensionati e famiglie che hanno alle proprie dipendenza una baby sitter, una badante o anche solo una ragazza che stira loro camicie e biancheria. Non dovranno pagare fino a 1.450 euro in caso di interruzione del rapporto di lavoro del “lavoratore domestico“.

NORMA PER LE AZIENDE

La norma ora limitata alle aziende prevede che si versino 483,80 euro per ogni anno di anzianita’ lavorativa maturata. Se l’anzianita’ e’ inferiore all’anno vanno conteggiati soltanto i mesi effettivamente lavorati e, in ogni caso, non si possono conteggiare piu’ di tre anni totali, motivo per cui il contributo non puo’ superare i 1.451,40 euro.

La quota annua viene infatti calcolata per tutti i datori di lavoro sul 41 per cento del massimo mensile previsto per Aspi, (1.180): quindi 483,80 euro. Cifra che andra’ versata in ogni caso, anche quando il licenziamento avvenga per giusta causa e anche se il lavoratore licenziato non fara’ richiesta del sussidio. Uniche eccezioni le dimissioni e la conclusione consensuale del rapporto di lavoro.

08 / 02 / 2013

Economia

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Economia Lavoro SoldiAutore: redazione – Finanzautile.org