Anche la Procura di Trani apre un’inchiesta sull’affare MPS

La procura di Trani ha aperto un fascicolo di indagine per l’ipotesi di omessa vigilanza a carico di Bankitalia e Consob nella vicenda di Mps. Il fascicolo e’ contro ignoti. Nell’inchiesta, avviata su esposto dell’Adusbef, si ipotizzano i reati di truffa, manipolazione del mercato e agiotaggio.

Nell’esposto, il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, chiede di verificare «le ragioni del nulla osta di Bankitalia all’acquisizione di Banca Antonveneta, per un valore superiore a quanto non fosse stato pagato qualche mese prima da Banco Santander, e perche’‚ nel pacchetto, Mps non pretese anche il controllo di Interbanca, il corporate dell’istituto del Nord Est che da solo valeva 1,6 miliardi di euro che rimase, invece, nelle mani degli iberici».

Chiede anche «se dietro l’enorme plusvalenza di circa 4 miliardi tra il prezzo pagato dagli iberici e quello versato da Mps per entrare in possesso di una banca, l’Antonveneta, il cui valore patrimoniale il presidente del collegio sindacale di Monte Paschi, Tommaso Di Tanno, aveva stimato in appena 2,3 miliardi, non vi fossero stati tangenti e/o altre provvigioni». «Essendoci stati risparmiatori fortemente danneggiati dall’omessa vigilanza di Consob e Bankitalia che hanno perso oltre il 90% dei loro investimenti e che sono residenti nel territorio della Procura di Trani – e’ precisato nella nota – Adusbef ritiene che questa indagine, qualora la notizia di reato non fosse stata iscritta in precedenza da altre Procure, possa essere ben radicata nelle competenze dei pm pugliesi e del pm Michele Ruggero, tra i massimi esperti nel perseguire i reati finanziari – come dimostrano le inchieste su American Express, derivati Mps (che vede indagata la signora Anna Maria Tarantola per culpa in vigilando), la manipolazione dell’Euribor, i tassi usurari e la turbativa dei mercati delle agenzie di rating».

Sull’argomento del giorno e’ intervenuto Mario Monti, ospite degli studi di Radio 24. “La diminuzione della quota della fondazione ed aumento della quota dello Stato nel capitale potrebbe essere una extrema ratio e rivelarsi inevitabile se il Monte fosse in difficolta’ gravi e perdurasse, ma vorrebbe dire una parziale nazionalizzazione.

In passato anche le banche di Stato davano luogo a intrecci di finanzia e politica non facciamoci prendere da una prospettiva troppo angusta”. ha detto Monti. Sul caso specifico Montepaschi Siena, aggiunge Monti, “si puo’ trarre la lezione che l’unione bancaria” europea “e’ ancor piu’ importante.

La responsabilità ultima alla Bce e’ fondamentale. Ci sono state e ci sono resistenze a questo ma la grandissima parte del’opinione competente in materia vede nel progetto della vigilanza unica un progetto solido e da realizzare”. “I poteri” di vigilanza, spiega, “ci sono stati e ci sono stati interventi forti: abbiamo visto il cambiamento dei vertici di Mps. Evidentemente non sono bastati. Se si mettono in opera azioni di occultamento di documenti si mette in difficolta’ l’operazione di vigilanza”.

Autore: eduardo lubrano – Iljournal.it