Yuan cinese: convertibilità, fase due in vista?

Sin dal 2006, le autorità cinesi sono state molto chiare nell’individuare come obiettivo delle loro azioni la piena convertibilità dello yuan. Tuttavia, a nostro avviso, tale risultato non poteva essere conseguito dall’oggi al domani.

Innanzitutto, riteniamo che per le autorità cinesi era necessario eliminare la sostanziale distorsione del livello dello yuan dovuta al peg su valori bassi con il dollaro americano, a cui lo yuan è stato agganciato fino al 2005.

Di conseguenza, hanno gradualmente lasciato che lo yuan si apprezzasse rispetto a un determinato paniere di valute nel corso degli ultimi sette anni. Di recente, il cambio USD/CNY ha toccato i 6,12, con la valuta cinese sul livello massimo da più di venti anni. L’oscillazione dello yuan ha dato maggiore equilibrio alla bilancia del conto corrente del Paese asiatico.

Inoltre, bisogna notare che il ritmo dell’apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro ha subito un rallentamento nel corso dello scorso anno. Presi congiuntamente, questi fattori indicano che la moneta cinese è oggi più vicina al suo valore di mercato (fair value) di lungo termine rispetto a quanto lo fosse in precedenza.

Con lo yuan più vicino al suo valore di mercato, il prossimo passo verso la piena convertibilità è l’allargamento della banda di oscillazione. Le autorità sono intervenute in tal senso nell’aprile del 2012, quando hanno ampliato la banda da +/- 0,5% all’attuale +/- 1%. Nonostante ciò, una differenza fondamentale tra le condizioni di quel momento storico e quelle odierne è che, nel 2012, il cambio spot si collocava al centro di tale banda.

Fino a poco tempo fa, invece, il tasso di cambio si collocava nella parte bassa della fascia di oscillazione poiché il mercato riteneva che il cross USD/CNY fosse a bassa volatilità e monodirezionale. Ampliare la banda di oscillazione in un contesto di questo tipo avrebbe come probabile effetto l’immediato spostamento del cambio USD/CNY verso la parte bassa della nuova fascia di oscillazione, senza quindi ottenere il risultato a cui mirano le autorità cinesi, cioè un flusso bidirezionale.

Gli ultimi interventi delle autorità cinesi hanno aiutato il cambio USD/CNY ad allontanarsi dalla parte bassa della fascia di oscillazione. Riteniamo che, per le autorità, questa sia una buona occasione per allargare la banda. Un intervento di questo genere potrebbe modificare le caratteristiche del tasso di cambio, che diventerebbe più volatile, sebbene rispetto a valute come lo yen giapponese, la volatilità dello yuan si confermerebbe bassa.

Commento sul cambio USD/CNY a cura di Sara Yates – J.P. Morgan Private Bank