Trimestrale Buzzi: fatturato -10,5%, perdita netta di periodo 62,8 milioni di euro

La domanda di cemento e calcestruzzo preconfezionato durante il primo trimestre 2013, nelle aree geografiche in cui opera Buzzi Unicem, ha presentato una flessione rispetto allo stesso periodo del 2012.

Il fattore climatico, in particolare le condizioni meteo avverse verificatesi in Europa durante il mese di marzo, hanno rallentato le consegne.

La situazione dell’Italia ha continuato ad essere molto difficile per il continuo aggravarsi della crisi economica. Negli Stati Uniti d’America il livello di attività è stato superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente, con alcune regioni nettamente più dinamiche della media.

L’andamento dei volumi di vendita è risultato favorevole in Russia, mentre in Polonia ed in Ucraina ha pesato il confronto con il favorevole andamento dell’anno precedente, spinto dalle opere infrastrutturali collegate al Campionato Europeo di calcio.

In Messico, la domanda ha mostrato un evidente rallentamento, causato da una pausa fisiologica dell’attività edilizia tra l’insediamento del nuovo presidente federale e l’effettivo avvio del programma politico dei prossimi sei anni.

Nei primi mesi del 2013 il commercio mondiale si è rafforzato e l’attività economica ha mostrato segni di ripresa, in particolare negli Stati Uniti ed in alcune economie emergenti, dopo la fase di debolezza nell’ultimo trimestre del 2012. Riguardo le prospettive a breve termine, si sono ridotti i rischi al ribasso, ma continuano a pesare gli incerti sviluppi della politica di bilancio statunitense legati ai tagli alla spesa pubblica ed al possibile raggiungimento del tetto al debito pubblico;

inoltre la crisi del debito nell’Eurozona non si può ancora considerare completamente risolta. Per il 2013 l’economia globale è attesa in modesta crescita rispetto ai livelli raggiunti nel 2012, mentre la ripresa dovrebbe intensificarsi dal 2014.

L’inflazione si è stabilizzata su valori contenuti nelle economie avanzate, si è invece accentuata nelle principali economie emergenti. Le vendite di cemento del gruppo hanno segnato una diminuzione dell’11,0% rispetto al primo trimestre del 2012, attestandosi a 4,8 milioni di tonnellate. La variazione sfavorevole dei volumi ha interessato tutti i paesi in cui il gruppo opera, ad eccezione della Russia, dove invece le vendite sono risultate assai dinamiche, e degli Stati Uniti d’America, dove la domanda ha confermato il buon livello di attività raggiunto nello stesso periodo dell’anno precedente.

Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno segnato una flessione più marcata, a quota 2,3 milioni di metri cubi, pari al -17,1% rispetto allo stesso periodo del 2012.

L’effetto prezzi è stato complessivamente positivo rispetto al primo trimestre 2012, grazie al favorevole sviluppo ottenuto in Russia, Ucraina, Germania, Italia e Stati Uniti; per contro, sempre in valuta locale, i ricavi netti unitari hanno patito una diminuzione in Polonia, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Messico.

Il fatturato consolidato si è ridotto da 562,2 a 503,1 milioni (-10,5%). Tale diminuzione deriva da un effetto volumi sfavorevole per 70,4 milioni, solo parzialmente compensato dal sopracitato favorevole effetto prezzi per 11,5 milioni. Il margine operativo lordo è stato pari a 11,8 milioni (-12,3 milioni rispetto al primo trimestre 2012).

Il primo trimestre del 2013 si è chiuso con una perdita ante imposte di 68,8 milioni contro una perdita di 64,2 milioni a marzo 2012. Dopo imposte, la perdita netta del periodo è stata di 62,8 milioni (66,3 milioni la quota di perdita attribuibile agli azionisti della società).

Il flusso di cassa del periodo è risultato negativo per 9,0 milioni, l’ndebitamento finanziario netto al 31 marzo 2013 ammonta a 1.227,0 milioni, +102,0 milioni rispetto a fine dicembre 2012; sul dato hanno inciso investimenti complessivi per 39,2 milioni (35,3 milioni il corrispondente valore nel 2012) di cui 4,6 milioni riferiti a progetti speciali.

Il patrimonio netto del gruppo a fine trimestre, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, ammonta a 2.613,0 milioni, contro i 2.602,6 milioni del 31 dicembre 2012; ne deriva un rapporto indebitamento finanziario/patrimonio netto pari a 0,47 (0,43 a fine 2012).