Tenaris: le sfide e le insidie per il futuro

Il numero uno di Tenaris aveva annunciato di aspettarsi che la domanda globale di tubi nell’industria petrolifera potesse crescere del +37% nel 2017.

tenarisScenario futuro sfidante per Tenaris, che si è appena lasciata alle spalle un primo trimestre in chiaroscuro. Se da un lato i conti del primo trimestre sono stati migliori rispetto alle stime degli analisti, dall’altro, il management ha dovuto ammettere che l’andamento medio del mix di prezzi dovrebbe portare ad un leggero declino delle aspettative su ricavi e marginalità per il secondo trimestre.

Queste aspettative hanno penalizzato la performance borsistica del titolo a Piazza Affari in questo primo spiraglio di anno, dinamica su cui ha pesato anche il deterioramento del quadro geopolitico internazionale e l’incertezza che domina sul mercato petrolifero. Gli analisti ritengono che, allo stato attuale, il prezzo di Borsa delle azioni Tenaris potrebbe incamerare le valutazioni corrette rispetto alle prospettive del gruppo tracciate dall’amministratore delegato Paolo Rocca lo scorso 28 marzo nel corso della Energy Conference di New Orleans” ha commentato Heiko Geiger, Head of Public Distribution Europe di Vontobel Investment Banking.

Il numero uno del gruppo Tenaris aveva infatti comunicato al mercato di aspettarsi che la domanda globale di tubi nell’industria petrolifera potesse crescere del +37%* nel 2017, stima rivista al rialzo rispetto alla precedente del +25%* dello scorso novembre. In aggiunta, rimane da valutare l’impatto della decisione del Dipartimento del Commercio Usa di imporre dazi nei confronti di 7 produttori di bramma (utilizzata per la produzione dei tubi di Tenaris) tra il 3,62%* e il 148%*, provvedimento che potrebbe contrastare con il piano del gruppo italo-argentino di potenziare il suo impianto da 1,8 miliardi di dollari* in Texas per permettere all’azienda di continuare ad importare alcuni tipi di tubi negli Stati Uniti.

In questo quadro rimane da valutare anche l’impatto del prezzo del barile sulla domanda stimata dell’industria petrolifera, con un greggio visto fra i 50 e i 53 $* almeno fino al prossimo biennio che potrebbe condizionare i livelli di magazzino dei clienti e dunque rappresentare un’altra insidia per la redditività del gruppo.

*Fonte dati: Bloomberg

Analisi tecnica
Nelle ultime sedute della scorsa settimana il quadro tecnico di Tenaris ha subito un progressivo deterioramento. La rottura del supporto statico di area 14,6 euro ha di fatto consolidato la correzione già in atto da inizio anno ed ha confutato il tentativo di rimbalzo avviato nelle ultime sedute di marzo. Un ulteriore movimento ribassista, con violazione dei 14 euro confermata in chiusura, andrebbe a direzionare le quotazioni ancor più in basso con target a ridosso della ex resistenza a 13,45 euro. Nel caso in cui a 14 euro l’indice mostri una reazione, l’ingresso di nuovi compratori potrebbe generare un nuovo allungo, con target posti a 14,9 e 15 euro. Solo oltre quest’ultima soglia si aprirebbero scenari rialzisti di medio termine più concreti, con target collocato a ridosso dell’area resistenziale 16-16,2 euro.
(Tutte le date e i dati numerici nel testo di cui sopra sono tratti da Bloomberg)
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Commento a cura di Vontobel Certificati