Si va verso una mini Imu. L’ira dei sindaci

Imu. La metà del gettito della tassa sulla prima casa, che arriva nei comuni come differenza tra l’aliquota base e l’aumento deliberato, dovrà essere pagata comunque dai contribuenti in oltre 40 comuni capoluogo.

Si va verso una mini Imu. L'ira dei sindaciNonostante l’abolizione della seconda rata Imu, la metà del gettito della tassa sulla prima casa (250 milioni circa), che arriva nei comuni come differenza tra l’aliquota base (il 4 per mille) e l’aumento deliberato, dovrà essere pagata comunque dai contribuenti in oltre 40 comuni capoluogo. Insorgono i sindaci: il governo rimborsi l’intero gettito del 2013, evitando quindi che i contribuenti siano chiamati a versare una parte del tributo a gennaio.

Il governo ha annunciato la copertura di 2,15 miliardi per la cancellazione della seconda rata Imu, cifra che tuttavia non riesce a comprendere tutti gli aumenti di aliquota decisi dai sindaci e che ha fatto crescere di 400-500 milioni il conto dell’abolizione della tassa. Una parte di questi soldi sarà coperta dallo Stato ma una parte dai proprietari. I cittadini coinvolti sono tra i 4 e i 5 milioni, dal momento nell’elenco dei comuni che hanno aumentato l’aliquota Imu sull’abitazione principale ci sono grandi citta’ come Milano e Napoli, Brescia e Verona.

L’ira dei sindaci – Molti primi cittadini sono scesi sul piede di guerra, pronti a dare battaglia: “Il governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell’Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si può abusare della pazienza dei cittadini”, ha tuonato il presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), Piero Fassino, rinnovando la richiesta di un incontro urgente con il presidente del Consiglio. ‘

De Magistris: “Non siamo i bancomat del governo. I sindaci si sono stancati di essere bancomat o esattori del governo“. Per il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, “sarebbe una follia. Se così fosse saremmo allo scontro istituzionale“. TGcom24 Mediaset