Settimana forex favorevole per AUD e NZD, un po’ meno per USD

Riassunto settimanale delle principali news macroeconomiche di metà settimana sulle coppie forex.

forexIl dollaro statunitense (USD) ha passato la settimana corrente a rimbalzare in giù e in sù intorno al livello 100, per poi scendere di nuovo a 98.05. Gli ultimi dati rilasciati sulla produzione statunitense, sono stati a dir poco cruciali, in quanto i traders continuano a tenere in grande considerazione le news macroeconomiche, indice di stabilità del paese, con ovviamente in aggiunta a ciò, la politica monetaria della Federal Reserve.

Comprare nei dips, ovvero nelle cadute del cross, comperando puntualmente dagli importatori giapponesi è stato un pò il tormentone di queste ultime settimane, ed ha aiutato il dollaro statunitense a perdere moltissimo contro le valute major.

Le vendite al dettaglio, negli Stati Uniti, sono cresciute dello 0.9 percento rispetto al mese precedente, registrando la crescita più significativa sin da Marzo 2014.

I dati, hanno senza dubbio aumentato le speculazioni circa il fatto che un possibile innalzamento del tasso d’interesse negli Stati Uniti verrà con moltissima probabilità posticipato. C’è comunque da dire che, le aspettative per gli Stati Uniti, nell’ultimo periodo, sono state fin troppo alte, e questo ha portato il cross ad avere una enorme volatilità.

Il dollaro si è tuttavia indebolito a fronte degli ottimi guadagni fatti dalle valute major (USD escluso) durante la giornata di mercoledì, a causa del dato deludente sulla produzione industriale, che va a confermare i tanto temuti segnali di rallentamento dell’economia statunitense.

La produzione industriale è caduta allo 0.6 percento nel mese di Marzo, due volte rispetto a quello che i mercati si stavano aspettando, perché la produzione utile è caduta nonostante ormai la minaccia meteo sia ormai storia.

Il dollaro è scambiato al ribasso con l’euro e lo yen e anche contro le principali valute mondiali.

Il dollaro canadese è aumentato di valore, toccando il massimo degli ultimi 3 mesi, ovvero a 1.2285 per dollaro, dopo che la Bank of Canada ha gettato nel panico i mercati, affermando che nessun alleggerimento quantitativo è imminente. Un aumento del valore nel petrolio ha supportato le “commodity currencies”, proprio come il dollaro canadese. Il Greggio Statunitense ha avuto un rally significativo dopo che il governo ha affermato che gli inventari sono incrementati meno del previsto rispetto alla scorsa settimana.

Nella sessione asiatica, il Kiwi e l’Aussie hanno avuto una sessione particolarmente positiva. Il Kiwi ha guadagnato sulle debolezze del dollaro statunitense, risalendo sul livello chiave di 0.7610, L’Aussie invece si sta avvicinando sempre più al livello di 0.78, grazie ad un report sul lavoro, che è stato più positivo che mai. L’economia australiana ha infatti aggiunto più posti di lavoro di quanto ci si aspettasse, per quanto riguarda il mese di Marzo, portando il tasso di disoccupazione verso il basso, e diminuendo quindi la pressione sulla banca centrale per diminuire i tassi.

Analisi forex a cura del portale : www.forexdeer.com