Sempre piu’ donne manager nel Regno Unito

Nel nostro paese ci si lamenta giustamente del fatto che le donne che hanno un potere politico o economico sono ancora troppo poche: un esempio da seguire allora potrebbe essere quello del Regno Unito.

Nello specifico, il numero di leadership femminili per quel che riguarda le cento maggiori societa’ britanniche e’ cresciuto oltre il 17% e dovrebbe raggiungere un traguardo importante fra due anni, il 25%, come raccomandato esplicitamente da Londra qualche tempo fa.

Si sta parlando delle donne che hanno una rappresentanza decisiva all’interno dell’indice Ftse 100, con i numeri che sono stati forniti da una ricerca della Cranfield University School of Management. L’indice in questione si chiama in questa maniera perche’ ricomprende le cento societa’ piu’ capitalizzate della Borsa di Londra (la sua fondazione risale al 1984). I nomi presenti sono piuttosto celebri, basta citare colossi come Barclays, British Airways, Hsbc, Royal Dutch Shell, Unilever e Vodafone.

Ebbene, secondo tale analisi attualmente sono 169 le donne che detengono posizioni importanti nelle 194 disponibili nei consigli di amministrazione. Giusto un anno fa la proporzione si era fermata al 15,6%, mentre ora e’ salita al 17,3%. In aggiunta, si sono ridotte ad appena sette le compagnie in cui non c’e’ nessuna rappresentante del “gentil sesso”, senza dimenticare che ben due terzi di questa top-100 possono vantare almeno una donna.

Il gruppo che presenta la maggiore rappresentativita’ in tal senso e’ Burberry, celebre casa di moda di lusso: e’ ai numeri che vanno dal 157 al 167 di Regent Street a Londra, infatti, che si trovano tre direttrici su un totale di otto, ma si tratta anche dell’unica compagnia del Ftse 100 con due direttrici esecutive. Anche l’indice Ftse 250 (le successive 250 societa’ britanniche per capitalizzazione) si sta ben comportando, con il 73% del totale che ha donne presenti nei board.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it