Saccomanni, con lo spread in calo più risorse per la crescita

Sulla flessione dello spread si è espresso con ottimismo Fabrizio Saccomanni. Ecco cosa ha dichiarato il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Fabrizio SaccomanniLo spread che a inizio anno si aggira attorno ai 200 punti base, scendendo anche sotto tale soglia, indica che i mercati apprezzano l’operato del governo, il suo impegno per il mantenimento della stabilita’ dei conti e per l’avvio delle riforme, sia istituzionali che economiche. Ho sempre sostenuto che livelli piu’ elevati di spread fossero influenzati da fattori di carattere speculativo improntati all’incertezza politica. Oggi, pur mantenendo la dovuta cautela suggerita dalla volatilita’ dei mercati, possiamo essere piu’ fiduciosi perche’ le prime indicazioni sono favorevoli. Le previsioni che avevamo descritto nella Nota di Aggiornamento al Def si stanno attuando. Di particolare rilievo e’ il dato sui rendimenti, sotto il 4%. Questo si tradurra’ in una minore spesa per interessi sul debito pubblico e nella possibilita’ di avere a disposizione piu’ risorse per investimenti e per alleggerire il carico fiscale. Inoltre La riduzione dello spread si riflettera’ in migliori condizioni di accesso al credito per imprese e famiglie“.

A dicembre 2013 avanzo di 15 miliardi di euro per il settore statale

Il fabbisogno totale 2013, incluse le partite straordinarie, è stato di 79,7 mld. Nel mese di dicembre l’avanzo del settore statale è stimato, in via provvisoria, in 15 miliardi, superiore di circa 1,5 miliardi rispetto a quello realizzato nello stesso mese del 2012 (13,4 miliardi); il miglioramento risulta più elevato (circa 3,2 miliardi) se si escludono dall’avanzo del dicembre 2012 circa 1,7 miliardi di introiti relativi alla dismissione di quote SACE e SIMEST ininfluenti sull’indebitamento netto.

Dal lato degli incassi si segnala la crescita delle entrate fiscali, superiori di circa 3 miliardi rispetto a quelle realizzate nel dicembre 2012, anche per effetto del buon andamento registrato dagli introiti IVA e da alcune imposte dirette. Sono stati, inoltre, realizzati, per il settore delle amministrazioni centrali, proventi relativi a dismissioni immobiliari per circa 320 milioni. Dal lato dei pagamenti, si registra una riduzione della spesa delle amministrazioni centrali per circa 1,5 miliardi.

Sulla base dei dati preliminari del mese di dicembre, il fabbisogno annuo del settore statale del 2013 si attesterebbe sui 79,7 miliardi, che si confrontano con i 49,5 del 2012.

Il risultato sconta operazioni straordinarie, fra le quali si segnalano: l’aumento dei pagamenti dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, la partecipazione all’aumento di capitale a favore della Banca Europea per gli Investimenti, la sottoscrizione di strumenti finanziari a favore del Monte dei Paschi di Siena e gli incassi relativi alla cessione di Fintecna. Ai fini di un confronto omogeneo si segnala, inoltre, che lo scorso anno il saldo di cassa era migliorato di circa 10 miliardi per effetto del ripristino del sistema di Tesoreria Unica.

Escludendo le partite di entrata e spesa ininfluenti ai fini del computo dell’indebitamento netto, il fabbisogno del settore statale risulta inferiore a quello del 2012 di oltre un miliardo di euro.