Rapporto Ocse, parola d’ordine: riforme riforme riforme !!

Questa è la parola d’ordine che arriva dall’OCSE di concerto con quanto si sta facendo a livello comunitario ma con un’ accelerazione importante che deve riguardare l’Italia.  

Il mercato del lavoro  appare  ancora poco dinamico, poco flessibile e assolutamente molto costoso. Bisogna fornire un sostegno maggiore a tutte quelle attività che producono lavoro ma anche procedere all’allineamento degli stipendi con la produttività,  riprendere in maniera molto pressante una trattativa con le parti sociali per modificare un’ impianto che risulta oramai datato nel tempo.

Potrebbe essere l’inizio del 2014 il momento per girare pagina, per dire basta alla recessione.  Questo secondo quanto viene tratteggiato dal rapporto OCSE ma ad una condizione molto importante e perentoria, continuare cioè sulla strada delle riforme iniziate nel precedente governo, riforme che devono da un lato cambiare l’assetto del paese, e dall’altro riuscire a coniugare il rigore sui conti con la necessità di andare a cambiare il sistema, un cambiamento che quantomeno nell’immediato non potrà passare attraverso una riduzione significativa delle tasse visto che il rapporto del debito con il PIL continua ad essere a livelli molto elevati, il 130% e con  la prospettiva di toccare il 134% nel 2014.

Riviste a ribasso anche le stime per quanto riguarda la crescita del PIL, nel 2013 la crescita non ci sarà ma al contrario secondo l’OCSE  ci sarà un ulteriore riduzione dell’1,5%. Il segno + comparirà solo nel 2014 e sarà limitato ad uno 0,4%.