Prosegue la correzione sul mercato petrolifero

Non è un caso che proprio a fine gennaio sia cominciata la correzione. Gli analisti restano positivi sul Brent, ma non mancano le perplessità.

correzione quotazioni del BrentAnche le quotazioni del Brent stanno risentendo del clima di incertezza presente sui mercati. Una flessione che, per il momento, non sta allertando gli operatori e che dunque viene considerata una normale correzione. La maggior parte degli analisti infatti è positiva su questo mercato, tanto che il prezzo medio stimato per il 2018 del future Brent è di 63,7 dollari al barile*, +16%* sul valore medio del 2017.

Qualche timore legato ai fondamentali specifici del greggio però comincia ad affacciarsi. E questo dovuto principalmente alla forte ripresa della produzione negli USA che ha raggiunto i 10,28 milioni di barili al giorno* (massimo storico). Dinamica la quale ha contribuito al forte incremento delle scorte USA da fine gennaio.

E non è un caso che proprio a fine gennaio sia cominciata la correzione, su cui ha influito anche l’apprezzamento del dollaro. Quanto detto trova conferma anche dall’osservazione della curva forward del future che, pur rimanendo in backwardation, comincia ad avere un’inclinazione minore. Il che significa che lo scompenso tra offerta e domanda di greggio si sta via via riducendo. Le componenti dell’equilibrio del mercato petrolifero sono dinamiche e molto potrà cambiare nei prossimi mesi.

Come specificato nell’Oil Market Report dell’IEA, il deterioramento della situazione in Venezuela, e lo scenario macro positivo potrebbe spingere la domanda di greggio. Di conseguenza, i prezzi potrebbero rimanere sui livelli recenti, nonostante l’aumento della produzione USA. In caso contrario, o se i Paesi Opec dovessero stoppare il taglio alla produzione, potremmo assistere ad un calo marcato delle quotazioni petrolifere.*

* Fonte dati: Bloomberg Finance L.P. e Oil Market Report (IEA)

Commento a cura del team Vontobel