Pressione fiscale destinata a scendere. Nel 2013 al 44,3% del PIL

In merito alla stima della pressione fiscale effettiva contenuta nel Rapporto promosso da Cna Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, il MEF ha ribadito che nel 2013 la pressione fiscale si è attestata al 44,3% del PIL.

A prescindere dalle disquisizioni sui metodi di calcolo di questi indicatori, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni ha sempre manifestato la propria convinzione, ampiamente condivisa nel Governo, che la pressione fiscale in Italia abbia raggiunto livelli tali da rendere difficile la vita a chiunque faccia impresa. Pertanto il Governo ha assunto la riduzione della pressione fiscale come proprio obiettivo prioritario, e ha avviato un processo per la revisione della spesa pubblica. I risparmi che saranno conseguiti verranno destinati prioritariamente all’abbattimento della pressione fiscale.

Un primo intervento per la riduzione della pressione fiscale sulle imprese è stato programmato con la Legge di Stabilità 2014, grazie alla quale alle imprese italiane verrà risparmiato il pagamento di 1 miliardo di euro per contributi INAIL (è stato recentemente deliberato il rinvio a maggio della prima scadenza contributiva per consentire a tutte le aziende di godere di tale beneficio). La Legge di Stabilità ha inoltre già programmato un analogo taglio dei contributi INAIL per 1,2 miliardi nel 2015 e 1,4 nel 2016. L’aumento delle detrazioni IRPEF offrirà un sollievo fiscale ai lavoratori per oltre 1,5 miliardi di euro nel 2014, 1,7 nel 2015 e nel 2016.

Con gli interventi programmati dalla Legge di Stabilità 2014 la pressione fiscale è destinata a scendere fino al 43,7% del PIL nel 2016.

Con il recente decreto legge n. 4 del 2014 (che dispone interventi urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero, nonché altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva), inoltre, il Governo ha sostituito le misure per la riduzione delle detrazioni d’imposta con risparmi da conseguire sulle spese dello Stato per circa 500 milioni nel 2014, circa 800 nel 2015 e oltre 550 dal 2016. Anche questo intervento e’ volto a non portare aggravi alle famiglie.