Prelievo forzoso: si vuole creare scompiglio tra i risparmiatori?

Riporto di seguito quanto ebbi a scrivere il 19 Marzo 2013, quando fu presa in considerazione una misura del genere a carico dei risparmiatori di Cipro.

“Ai risparmiatori di Cipro viene imposto un prelievo forzoso del 10% sui saldi di conto corrente. L’intervento a carattere di urgenza è stato concordato dal Governo di Cipro insieme ad Unione europea, Banca centrale europea e FMI – Fondo Monetario Internazionale. E’ in discussione la possibilità di esentare o agevolare i conti con saldi fino a 100.000 euro.

E’ da tener conto della decisione del Parlamento di Cipro che non sembra propenso all’applicazione della tassa straordinaria sui depositi in essere presso le proprie banche nazionali. Cipro con questa imposizione forzosa dovrebbe incassare 5,8 miliardi di euro.

Quello di Cipro sarebbe un intervento incisivo che colpirebbe una quota limitata del patrimonio dei ciprioti (non tutti) e di quanti (russi, europei ed altri) utilizzano le banche locali per custodire e gestire la propria liquidità.

Non si capisce perche si ipotizza di colpire solo i depositi bancari e non, come sarebbe comprensibile ed equo, tutti i patrimoni di tutti i cittadini. E tassare in via straordinaria tutti i patrimoni consentirebbe di abbassare e di molto l’aliquota media applicata. Indubbiamente prelevare risorse in denaro contante prontamente disponibile è cosa agevole e veloce, ma disattende platealmente i criteri di ordinaria giustizia fiscale e morale.

Ritorna prepotente alla memoria la vicenda finanziaria della Grecia ed i conseguenti atti sconsiderati posti in essere. … (segue)”.

Da tempo ho avanzato la proposta in Italia di un “contributo patrimoniale” straordinario da applicare sui patrimoni personali onnicomprensivi (immobili, titoli, contanti, partecipazioni, ecc) con possibile esclusione del valore relativo alla casa di abitazione, con aliquota del 5%. Quanto innanzi facendo leva su un patrimonio complessivo degli italiani pari (stima Banca d’Italia) a circa 8.000 mila miliardi di euro.

risparmiatori FMI prelievo forzosoIl momento magico per l’applicazione in Italia di tale misura straordinaria ha coinciso con i primi mesi del “Governo tecnico” presieduto dal Prof. Monti: Dicembre 2011 – Maggio 2012.

In quella fase storica, irripetibile, non vi è stata volontà e determinazione per una misura coraggiosa che avrebbe dato una spallata benefica e fruttuosa al nostro imponente debito pubblico (all’epoca 1.950 miliardi di euro) ed oggi l’Italia vaga per i mari della politica e della finanza in cerca di approdi indefiniti ed inesplorati.

I 95 miliardi di interessi versati ogni anno dall’Italia per ripagare i sottoscrittori di BTP, in buona parte internazionali, segnalano visivamente la montagna di risorse nazionali sprecate e mal allocate.

Avevo anche previsto ed ipotizzato un concomitante intervento della Banca Centrale Europea, previa specifica decisione dell’Unione Europea, per un contributo all’Italia pari all’importo complessivo incassato con l’imposta o contributo patrimoniale.

L’Italia sarebbe stata di esempio ed apripista per misure similari negli altri Paesi ad alto debito, contribuendo di fatto a consolidare una Unione Europea che oggi appare sofferente e che molti considerano a rischio di tenuta strutturale.

Detto questo, va ribadito con decisione il “no” e va respinto l’ipotetico prelievo sui soli conti correnti presso le banche europee. Insistere su questa proposta significa semplicemente voler creare lo scompiglio tra i risparmiatori, azzerare il margine di fiducia attualmente accordato alle istituzioni comunitarie e, in ogni caso, non avere a cuore la soluzione possibile ed accettabile dei problemi di alto debito degli Stati interessati.

Autore: Sàntolo Cannavale – santolocannavale.it