Pmi, primi segnali di crescita in Italia

Repubblica ha intervistato in esclusiva Williamson, che ha riassunto il barometro delle Pmi, Purchasing Manager Index, sullo stato di salute dell’economia.

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«Eurozona, più debole di ogni previsione»: Chris Williamson, chief economist di Markit Economics, ha recentemente illustrato il bollettino della disfatta del Vecchio Continente: «I dati più neri dell’economia da luglio dello scorso anno», ha commentato in maniera laconica.

La Markit Economics è una società indipendente con sede nel Regno Unito, che realizza il Pmi, Purchasing Manager Index, parametro che fornisce lo stato di salute dell’economia. L’indice, o meglio gli indici, vengono infatti determinati indagando tra le più influenti e autorevoli imprese a livello mondiale. Nello specifico, si tratta degli indici forniti dai direttori agli acquisti. La figura del direttore agli acquisti riveste un ruolo chiave in un’azienda, perché deve ordinare le materie prime in vista della richiesta del mercato, e quindi ha il polso della situazione aziendale. Anticipano quello che sta realmente accadendo in real time monitorando variabili come la produzione, gli ordini, i livelli di magazzino, l’occupazione e i prezzi nel settore manifatturiero, edilizio, delle vendite al dettaglio e terziario.
Repubblica ha intervistato in esclusiva Williamson, che ha riassunto il barometro delle Pmi.

A inizio 2014 sembrava ci fosse la ripresa e i segnali che arrivavano dalle imprese indicavano un trend in risalita, almeno fino a giugno.
«La nostra survey indica che l’Eurozona è sulla via per vedere uno 0,1% di crescita del Pil nell’ultimo trimestre dell’anno con una forte probabilità di stagnazione dovuta alla rinnovata contrazione cui assisteremo nel nuovo anno, a meno che la domanda non mostri segni di rivitalizzazione».

Stagnazione o recessione vera e propria?

Ci sono preoccupanti segni di deterioramento delle performance economiche nei paesi “core 2”, i paesi centrali, un deterioramento che se sostenuto potrebbe trascinare l’Eurozona in recessione. La Francia resta la preoccupazione maggiore, soffre di un continuo declino nell’attività di business, ma la crescita è anche scivolata al punto più debole da un anno e mezzo in Germania».

Se la locomotiva d’Europa continua a frenare, lo scenario si fa sempre più fosco. Cosa ci aspetta in Italia?

L’Italia è stato il solo paese a registrare un tasso di crescita in miglioramento, facendo salire le speranze che si possa tirare fuori dalla recessione nel quarto trimestre, sebbene il tasso di espansione resti in modo deludente modesto e soggetto a ulteriori battute d’arresto».

E la Spagna?

La Spagna ha riportato una ulteriore crescita, beneficiando del più forte tasso di espansione rispetto ai quattro paesi più grandi dell’euro, è salita a 54,7 punti da 52,6 punti della rilevazione precedente, al di sopra delle attese, ma persino qui il rialzo ha perso il momento per gettare una impronta sull’outlook”.

Dal mercato arriva un messaggio forte nei confronti della Banca centrale europea?

La survey indica che le iniziative recentemente annunciate devono ancora avere un impatto significativo sul business o sulla  fiducia dei consumatori nell’Eurozona. Servono misure più aggressive e rapidamente implementate, se bisogna allontanare il rischio di un’altra recessione”.