Pil Eurozona in frenata, timori deflazione. FTSE Mib -0,46%

I dati sul Pil dei paesi dell’Eurozona deludono i mercati e si riaffaccia lo spettro deflazione. Borse caute, FTSE Mib -0,46%. Deboli i bancari, in recupero i titoli del lusso.

Ritorna la cautela sui mercati azionari europei dopo la diffusione dei dati sul Pil. La prima stima di Eurostat ha evidenziato che nel secondo trimestre del 2015 il Pil dell’area euro ha rallentato a +0,3% dal +0,4% del primo trimestre del 2015. Rispetto al secondo trimestre 2014 è invece cresciuto dell’1,2% contro il +1% del primo trimestre. Entrambi i dati sono stati inferiori dello 0,1% atteso dal mercato. Nonostante il massiccio piano di quantitative easing avviato dalla Bce la ripresa tanto sperata resta ancora debole.

La crescita più incoraggiante del Pil su base annua è stata quella di Spagna e Slovacchia con un +3,1%, mentre il dato peggiore è quello della Finlandia, la cui economia è in deflazione (-0,1%) come quella di Grecia (-1,3%), Cipro (-2,4%) e Slovenia (-0,7%).

Secondo l’Istat il Pil dell’Italia è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014.

In questo quadro l’FTSE Mib ha archiviato l’ottava in calo dello 0,46% a 23248 punti.

Debole il comparto bancario con UBI Banca (-1,58%) e Banco Popolare (-1,25%) che hanno guidato i ribassi. Banca Mps ha ceduto l’1,12% scendendo a 1,94 euro nonostante l’annuncio dell’avvio della copertura da parte di Credit Suisse con rating neutral e prezzo obiettivo a 1,9 euro per azione.

In rialzo il comparto del lusso con Tod’S in progresso dello 0,97% a 88,90 euro e S. Ferragamo che, dopo il recente scivolone, ha guadagnato lo 0,95% attestandosi a 27,59 euro.