Occupazione, reddito, risparmio e profitti società

Aumenta il reddito delle famiglie (+0,8%) nel primo trimestre 2016 così come la propensione al risparmio (+0,8%).Il potere d’acquisto sale dell’1,1%.

reddito risparmio profittiIn base alle rilevazioni Istat il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono rimasti invariati.

Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è risultata pari all’8,8%, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato dell’1,1% essendo il deflatore implicito dei consumi delle famiglie è sceso in termini congiunturali dello 0,3%).

La pressione fiscale è stata pari al 38,9%, segnando una riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 40,8%, è aumentata di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento è stato pari al 18,3%, invariato rispetto al trimestre precedente.

Nel primo trimestre 2016 l’indebitamento netto delle AP (Amministrazioni pubbliche) in rapporto al Pil è risultato pari al 4,7%, in miglioramento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2015. Il saldo primario è risultato invece negativo, con un’incidenza sul Pil dell’1,2% (-1,5% nel primo trimestre del 2015) così come il saldo corrente con un’incidenza sul Pil del 2,1% (-2,2% nel primo trimestre del 2015).

Occupazione e disoccupazione, dati provvisori

Dopo l’aumento registrato nei due mesi precedenti (+0,3% a marzo e ad aprile) la stima degli occupati a maggio sale ancora, seppure in modo lieve (+0,1%, pari a +21 mila persone occupate). La crescita dell’occupazione è attribuibile alla componente femminile e riguarda i dipendenti (+11 mila i permanenti, +37 mila quelli a termine) mentre calano gli indipendenti (-28 mila). Il tasso di occupazione, pari al 57,1%, aumenta di 0,1 punti percentuali sul mese precedente.

I movimenti mensili dell’occupazione determinano, nel periodo marzo-maggio, un aumento dello 0,4% degli occupati (+101 mila) rispetto ai tre mesi precedenti, con segnali di crescita diffusi su tutte le principali componenti.

Dopo l’aumento di aprile (+1,5%) la stima dei disoccupati a maggio cala dello 0,8% (-24 mila). Il calo interessa sia gli uomini (-1,0%) sia le donne (-0,6%). Il tasso di disoccupazione è pari all’11,5%, in calo di 0,1 punti percentuali su aprile.

Dopo il calo di marzo (-0,3%) e aprile (-0,8%) la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cala anche a maggio (-0,2%, pari a -27 mila). La diminuzione riguarda esclusivamente le donne mentre si registra una stabilità tra gli uomini. Il tasso di inattività scende al 35,3% (-0,1 punti percentuali).

Nel trimestre marzo-maggio l’aumento degli occupati (+0,4%, pari a +101 mila) è associato ad un calo dei disoccupati (-1,1%, pari a -32 mila) e degli inattivi (-0,9%, pari a -121 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%, pari a +299 mila). La crescita tendenziale è interamente attribuibile ai dipendenti, sia permanenti (+1,7%, pari a +248 mila) sia a termine (+3,5%, pari a +81 mila), mentre sono in calo gli indipendenti. Nello stesso periodo calano i disoccupati (-5,6%, pari a -175 mila) e gli inattivi (-2,2%, pari a -305 mila).