Nuova anagrafe tributaria. Chi metterà le mani nella montagna di dati bancari trasmessi al fisco?

Parte la nuova anagrafe dei rapporti finanziari prevista dal decreto c.d. ‘salva Italia’ del dicembre 2011.

Banche, Poste e società di gestione del risparmio dovranno comunicare entro il prossimo 31 ottobre all’Agenzia delle Entrate tutti i dati sui conti correnti, le movimentazioni degli stessi, gli investimenti, l’utilizzo delle carte di credito e delle cassette di sicurezza riferiti al 2011. In successiva progressione saranno inviati i dati 2012/2013.

Molte persone, cittadini e professionisti, giudicano con grande disappunto uno dei provvedimenti più inopportuni e subdoli “sfornati” dal Governo Monti, con accondiscendenza e voto palese di tutte le forze politiche della passata legislatura.

La trasmissione di dati bancari all’Agenzia delle Entrate è da considerare illegale, incostituzionale ed in contrasto con le più elementari regole di privacy. Vi è da chiedersi: quante persone, quanti e quali enti ed organizzazioni avranno accesso e metteranno le mani in questa invitante montagna di dati disponibile a partire da ottobre 2013?

L’amministrazione preposta, allo stato attuale, ha mille modi per monitorare entrate e consumi dei cittadini, per valutare il tenore di vita, la capacità reddituale e la fedeltà fiscale di tutti i contribuenti.

Il rinvio della data di partenza da marzo ad ottobre 2013 del meccanismo informativo, oltre che per motivi tecnici, si spiega probabilmente con la speranza – anche di coloro che lo hanno distrattamente ispirato e sponsorizzato – dell’intervento di deputati e senatori presenti nel nuovo Parlamento guidato da Laura Boldrini e Pietro Grasso che puntino a cancellare definitivamente l’anomalo provvedimento.

Destinatari dello stesso sarebbero, come di consueto, cittadini trasparenti, di buona volontà, ancora fiduciosi nel rapporto franco e costruttivo con gli apparati dello Stato.

Viene da chiedersi tra l’altro quanto pesi sulle casse dello Stato la nuova, complessa impalcatura informatica destinata a ricevere la stratosferica massa di informazioni dal sistema bancario e finanziario nazionale.

Non sarebbe più opportuno e produttivo impiegare uomini e mezzi per individuare e monitorare i conti degli italiani operanti in Svizzera, Cipro, Malta, Irlanda, Lussemburgo, ecc. ecc.?

Autore: Sàntolo Cannavale – santolocannavale.it