Mercato dei cambi: Dollaro americano, la valuta più forte del G10

“Da inizio anno, le performance del Dollaro americano sono state impressionanti. Risulta la valuta più forte tra quelle del G10 e si è apprezzata di più di 2 terzi rispetto a quelle dei mercati emergenti.

Tra le eccezioni vi sono le valute dei mercati emergenti che preferiamo, come Peso messicano, Reale brasiliano, Rupia indiana e Yuan cinese. Ma anche queste valute si sono mosse in maniera laterale contro il dollaro piuttosto che sovraperformarlo.

Acquista importanza il finanziarsi con una valuta diversa dal Dollaro americano (Yen giapponese e Franco svizzero sono le scelte preferite), e tenere anche le valute dei mercati emergenti (in questo caso Rupia indiana, Peso cileno, Reale brasiliano e Peso messicano sono le nostre favorite)”. E’ quanto afferma Sara Yates, Global Currency Strategist di JP Morgan Private Bank.

“Crediamo – prosegue Yates – che il Dollaro americano performerà bene quest’anno perché è la moneta della regione che sta sovraperformando e dove sembra più probabile l’uscita dalla politica monetaria non convenzionale”. Tuttavia, non siamo ancora a quel punto. Solo la scorsa settimana, da New York e Philadelphia sono arrivati dati di maggio deludenti sul fronte dell’attività manifatturiera e dell’economia nel complesso: i dati ufficiali hanno mostrato un calo della produzione industriale in aprile e un picco dei sussidi settimanali di disoccupazione.

Di conseguenza, riteniamo che l’ulteriore sostegno che il Dollaro americano ha ricevuto la scorsa settimana dall’aumento delle attese di un’imminente uscita dopo l’articolo di Hilsenrath nel WSJ dal titolo “Fed Maps Exit Da Stimulus” sia stato prematuro. Riviste le aspettative, sembrano probabili alcuni rallentamenti del rally del Dollaro americano visti la scorsa settimana”.

Nonostante questo – conclude Yates -,  con una società statunitense fondamentalmente dinamica e un rendimento dei bond a dieci anni degli Stati Uniti ancora inferiore al 2%, crediamo che ci sia spazio per ulteriori apprezzamenti del Dollaro americano nel corso dell’anno.