Mercati: tentativo di recupero, ma ci credono in pochi

Dopo le forti perdite accusate nelle ultime settimane, il rialzo di ieri dei mercati potrebbe essere interpretato come un tentativo di recupero che non trova il pieno consenso degli operatori.

Autore: Ufficio Studi IG. Volumi decisamente più bassi di quelli visti a Wall Street (quasi 9,5 miliardi di pezzi scambiati). Probabilmente i minimi recenti saranno aggiornati ancora nelle prossime sedute.

Oggi tornano in scena i dati macro che potrebbero in qualche modo tentare di scuotere il sentiment degli investitori, anche se molti potrebbero preferire attendere il meeting della Bce e i non farm payrolls prima di prendere posizioni sul mercato. In merito alla Banca Centrale si sta diffondendo la voce di una possibile sospensione della sterilizzazione del programma SMP, che lascerebbe liquidità in circolazione per circa 175 miliardi di euro. Si rafforzano anche le attese di un taglio dei tassi di interesse di soli 15 punti base, con il refi rate abbassato allo 0,1%. Ci aspettiamo che se Draghi non dovesse agire con manovre concrete, probabilmente i mercati potrebbero dare seguito a un’altra ondata di vendite. Anche solo un taglio dei tassi potrebbe essere inefficace per risollevare la fiducia dei mercati.Si segnala, inoltre, il buono spunto di Facebook (+2,5%) con il titolo che scambia vicino ai massimi storici di 63 dollari nel giorno del suo decimo compleanno.

Valute: Yen, si arrestano flussi in acquisto in scia recupero mercati
Sul fronte valutario, prendono fiato l’euro e il dollaro verso lo yen dopo che nelle prime ore della mattina la divisa nipponica aveva aggiornato i nuovi massimi degli ultimi due mesi. Il recupero fisiologico di Wall Street ha temporaneamente arrestato il flusso di acquisti verso lo yen, percepito come porto sicuro nei momenti di tensione. Anche l’euro/dollaro è tornato a posizionarsi al ridosso di 1,35 dopo un tentativo di allungo che si è spento a 1,3540. Gli eventi delle ultime due sedute (Bce e non farm payrolls) potrebbero essere decisivi per l’avvio di una seconda ondata di vendite che proietterebbero il cross verso il target di 1,33. Osservato speciale sarà anche la sterlina in vista del meeting della Bank of England dalla quale si attendono variazioni della forward guidance alla luce dei buoni dati che sono venuti fuori dal mercato del lavoro e dai consumi di dicembre.

Italia: Yoox torna al ridosso dei 30 euro
L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un rialzo dello 0,6%, a quota 19.020 punti. Sul listino milanese brilla Yoox (+6,6%) con il titolo che si è portato nuovamente al ridosso della soglia psicologica dei 30 euro dopo lo scivolone accusato da inizio anno. Bene anche i bancari, male gli energetici sui quali pesano alcuni giudizi di broker esteri nei confronti di Eni.

Titoli di Stato: Btp stabili in vista meeting Bce
Sul fronte governativo, rimangono stabili al di sotto del 3,8% i rendimenti sul Btp a 10 anni, in una seduta che ha visto lo yield sul Bund risalire all’1,65%. Questi movimenti hanno ridimensionato lo spread Btp-Bund, tornato in area 214 punti base. Lo scenario sullo spread rimane incerto. Un ritorno delle tensioni sui mercati finanziari potrebbe agevolare un recupero veloce del Bund rispetto ai titoli periferici e questo potrebbe ampliare lo spread con il decennale italiano. Le attenzioni sono rivolte anche alla conferenza stampa di Draghi di giovedì, dalle quali sono attese misure di politica monetaria straordinarie, che potrebbero interessare proprio i titoli della periferia.

Materie prime: oro in flessione in scia recupero borse
Tra le commodity, torna a cedere terreno l’oro in concomitanza con il tentativo di recupero delle borse. Il metallo prezioso è sceso in area 1.250 dollari/oncia, lontano dai 1.266 dollari toccati ieri. Accelera il petrolio che si è portato al ridosso dei 98 dollari/barile.