L’ostacolo di Draghi si chiama Lautenschläger, RBA verso taglio tassi

C’è da aspettarsi un clima tutt’altro che tranquillo all’interno del board della Bce nei prossimi mesi visto l’impegno di Draghi di fronteggiare la disoccupazione ai massimi storici.

Autore: Ufficio Studi IG. È sempre più vicino alla Bce il vice governatore della Bundesbank, Sabine Lautenschläger, dopo il voto favorevole arrivato dal Parlamento europeo oggi. Manca solo l’approvazione finale del Consiglio della Banca centrale europea che spalancherebbe le porte alla prima donna all’interno del Comitato Esecutivo, attualmente composto dal presidente, Mario Draghi, dal vicepresidente, Vitor Constancio, e dagli altri tre membri, Benoit Courè, Yves Mersch e Peter Praet. La Lautenschläger non ha mascherato la sua linea dura e si prepara a tirare fuori gli artigli da falco. Ad inizio settimana, in un’intervista, ha dichiarato che i tassi bassi posso creare “effetti collaterali” e la Bce dovrebbe essere pronta ad alzarli il prima possibile. Ci aspettiamo un clima tutt’altro che tranquillo all’interno del board della Bce nei prossimi mesi visto l’impegno di Draghi di fronteggiare la disoccupazione ai massimi storici. Solo un nuovo rallentamento dell’inflazione potrebbe concedere spazio a Draghi per ammorbidimento della politica monetaria.

Non accenna a frenare la discesa il dollaro australiano, che sta perdendo terreno dopo i dati deludenti che sono arrivati dal mercato del lavoro nella notte. Restiamo convinti del fatto che la Banca centrale australiana (Reserve Bank of Australia, RBA) possa tagliare i tassi d’interesse di 25 punti base (attualmente al 2,5%) nel meeting del 4 febbraio o al massimo entro il primo trimestre dell’anno.

EUR/USD

Il cambio euro/dollaro continua a rimanere intorno all’1,36. C’è ancora molta incertezza per le misure che Fed e Bce si apprestano a effettuare. La tendenza di medio periodo rimane, a nostro avviso, moderatamente ribassista, con un primo target collocato sui minimi di novembre a 1,33. Il primo supporto importante transita per 1,3550, bottom da inizio anno. Il cedimento di questo livello potrebbe aprire la strada per una discesa verso 1,34, ultimo livello prima che si arrivi al target sopra citato di 1,33. Ogni tentativo di recupero vedrebbe una prima area di resistenza verso 1,37, top da inizio settimana. Un superamento di tale riferimento grafico, al momento improbabile, potrebbe portare a un allungo verso 1,3820.

EUR/AUD

Forte rialzo per il cambio Eur/Aud dopo i dati deludenti della notte sul mercato del lavoro. Le aspettative di un taglio dei tassi da parte della RBA stanno penalizzando l’aussie, che ha toccato i minimi dal 2010 contro il biglietto verde. Anche il cambio Eur/Aud ha subìto una forte spinta rialzista nelle ultime sedute in scia a queste attese. Il cross rimane ora al ridosso di 1,55 e sembra essere in grado di arrivare verso i massimi di dicembre a 1,56. Il livello successivo rimane a 1,5950-1,60, top da fine 2009. Attenzione al cedimento del supporto a 1,50, minimi da inizio anno e precedente resistenza estiva. Una discesa sotto questo livello sarebbe preludio per un’estensione della flessione in direzione di 1,48.

USD/BRL

Continua inesorabile il deprezzamento del real brasiliano nonostante il rialzo dei tassi della Banca centrale sudamericana di ieri. Il Banco Central do Brasil ha incrementato i tassi di interesse di 50 punti base, portandolo al 10,50%. Si tratta del livello più alto da febbraio 2012. La mossa non ha sortito gli effetti sperati. Il cambio Usd/Brl ha continuato a oscillare in area 2,38, con un tentativo di allungo verso 2,40. Il superamento di questo livello getterebbe le basi per un allungo verso 2,43, top da inizio anno. Il target successivo rimane a 2,47, top estivi. Indicazioni ribassiste arriverebbero con una discesa sotto 2,36, che potrebbe aprire la strada verso 2,35 (area di transito della media mobile a 50 giorni) e poi a 2,32, minimi di dicembre.