Lavoro occasionale: nuove regole. Requisiti e categorie

Il lavoro occasionale riguarda quelle attivita’ lavorative di natura “meramente occasionale” che non danno luogo a compensi complessivamente percepiti dal prestatore superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare.

Si prevede inoltre che, fermo restando il limite dei compensi fissato in linea generale a 5.000 euro, le prestazioni di natura meramente occasionale svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti, non possono comunque superare i 2.000 euro annui, con riferimento a ciascun committente.

TIPOLOGIE ATTIVITA’

A differenza della precedente normativa, che indicava specifiche tipologie di attivita’ e categorie di prestatori, il lavoro occasionale di tipo accessorio nella nuova disciplina non e’ soggetto ad alcuna esclusione, sia di tipo soggettivo che oggettivo, ad eccezione del richiamo esplicito a studenti e pensionati per le attivita’ agricole stagionali e dei soggetti iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, per le attivita’ agricole svolte a favore dei soggetti di cui all’articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Pertanto, a decorrere dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012, con riferimento ai buoni lavoro acquistati a far tempo da tale data, il lavoro occasionale accessorio puo’ essere svolto per ogni tipo di attivita’ e da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), ovviamente nei limiti del compenso economico previsto.

CATEGORIE LAVORATORI

Per quanto riguarda la categoria degli studenti, per consentire il rispetto dell’obbligo scolastico si conferma che l’impiego degli studenti, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, e’ consentito durante i periodi di vacanza; a questo proposito restano ferme le indicazione contenute nella Circolare dell’INPS n. 104 del 1 dicembre 2008, per l’individuazione di tali “periodi di vacanza”, secondo la quale si considerano:

a) “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;

b) “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedi’ successivo il lunedi’ dell’Angelo;

c) “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre.

Inoltre, resta fermo che:

gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado possano essere impiegati il sabato e la domenica;

gli studenti regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’universita’ e con meno di venticinque anni di eta’ possano svolgere lavoro occasionale in qualunque periodo dell’anno.

Per quanto riguarda la categoria di “pensionati” si precisa che possono beneficiare del lavoro accessorio i titolari di trattamenti di anzianita’ o di pensione anticipata, pensione di vecchiaia, pensione di reversibilita’, assegno sociale, assegno ordinario di invalidita’ e pensione agli invalidi civili nonche’ tutti gli altri trattamenti che risultano compatibili con lo svolgimento di una qualsiasi attivita’ lavorativa.

Resta, pertanto, escluso che possa accedere alla prestazione di lavoro occasionale accessorio il titolare di trattamenti, per i quali e’ accertata l’assoluta e permanente impossibilita’ di svolgere qualsiasi attivita’ lavorativa, quale il trattamento di inabilita’.

La categoria dei disoccupati e’ prevista dalla norma sulla base di un richiamo indiretto operato dal comma 3, secondo periodo dell’articolo 72 D. lgs. 276/03, il quale prevede che il “compenso e’ esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio” per cui si conferma che l’utilizzatore del buono lavoro (ossia il prestatore) possa essere rispettivamente disoccupato o inoccupato.

Per i lavoratori percettori prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito si conferma per l’anno 2013 la possibilita’ per i lavoratoripercettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito di effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi compresi gli enti locali nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare.

Autore: redazione – Finanzautile.org