L’allarme di Moody’s: le banche italiane più a rischio

Moody’s ha lanciato l’allarme sulle banche italiane. Il warning segue di pochi giorni quello di Mario Draghi che ha detto “Se devono fallire, dovranno fallire. Non c’è alcun dubbio su questo”.

Per l’agenzia di rating Moody’s gli stress test che la Bce avvierà a novembre sullo stato di salute di 130 istituti di credito europei e che durerà 12 mesi avranno un “impatto negativo” per gli istituti di credito italiani con indici di capitale deboli.

Per la prima volta sono stati citati quali sono gli istituti di credito italiani più a rischio: Banca Carige (rating B2 sotto revisione per downgrade), Bpm (B1 negative, E+/b2 stable) e Credito Valtellinese (Ba3 negative, E+/b1 stable) per il basso livello di capitale; Mps (B3, negativo) e Banco Popolare (Ba3, negativo) per la debolezza della qualità degli asset.

Moody'sGli esperti di Moody’s sostengono che per le banche i cui indici di capitale sono prossimi o sotto la soglia dell’8% del common equity Tier1 stabilito dalla Bce, sarà difficile procurarsi liquidità con le risorse private e ciò aumenterà le probabilità di fallimento o intervento pubblico per salvare gli istituti di credito.

La previsione di Goldman Sachs:

– 11 banche falliranno i test;

– i deficit sono attesi in Italia (86%), Germania (57%) e Spagna (56%);

– Per le banche italiane i deficit patrimoniali interesseranno soprattutto Monte dei Paschi di Siena (74%)e Banca popolare di Milano.