La lobby americana che protegge le banche too big to fail

Il dibattito del Senato americano sulla gestione delle banche considerate “troppo grandi per fallire” (too big to fail) ha assunto dei toni decisamente accesi: il senatore repubblicano David Vitter ha accusato senza mezzi termini la lobby di Wall Street di essersi appropriata e aver diffuso la bozza di legge relativa ai principali istituti di credito del paese.

Questa stessa bozza, infatti, era stata approntata da Vitter e dal senatore democratico Sherrod Brown.

Si tratta di misure volte a discutere le dimensioni e la complessita’ delle maggiori banche americane. L’accusa e’ molto precisa, in effetti Vitter e’ convinto che questo “furto” abbia consentito alla lobby di proteggere i colossi del credito, sostenuti finanziariamente dai contribuenti, in modo da poter mantenere il loro status di “too big to fail”. Altri dettagli su cui siano questi lobbisti non sono stati forniti.

Vitter e Brown sono due delle voci piu’ importanti in Senato per quel che riguarda l’idea secondo alcune istituzioni finanziarie siano rimaste incontrollate dopo lo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Il loro obiettivo e’ quello di bloccare alcuni sussidi di cui si rende protagonista Wall Street, anche perche’ le banche in questione sono troppo grandi anche per essere gestite e regolamentate. La bozza rubata prevede che gli istituti detengano un capitale azionario pari al 10%, senza dimenticare l’obbligo di aggiungere altro capitale per chi ha assets totali superiori ai 400 miliardi di dollari.

La legge prevede anche l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo internazionale conosciuto come Basilea 3, oltre al divieto di assistenza governativa per quel che riguarda gli enti non bancari. L’impressione e’ che il dibattito si inasprira’ ulteriormente, di certo non e’ un buon segnale se una bozza di legge e’ stata resa pubblica prima del tempo in maniera cosi’ semplice.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it