La Doria: approvato il bilancio 2012, buone prospettive per il 2013

Ieri, martedì 21 maggio alle 11,00, si è tenuta l’assemblea ordinaria di La Doria per l’approvazione del Bilancio 2012.

Sono stati trattati ed approvati ulteriori punti all’ordine del giorno: destinazione utile d’esercizio, sostituzione amministratore, politica di remunerazione, autorizzazione all’acquisto e all’alienazione di azioni proprie (Buy-Back) ai sensi degli artt. 2357 e 2357 ter del codice civile.

Il gruppo agroalimentare di Angri ha realizzato nel 2012 un utile netto consolidato di 12,6 milioni di euro, in crescita del 46,5 per cento rispetto agli 8,6 milioni di euro del 2011. I ricavi totali consolidati sono attestati a 578,9 milioni di euro, in progresso del 19,5 per cento rispetto ai 484,3 milioni del 2011, grazie alla forte spinta dei volumi venduti (più 8%) e alla ripresa dei prezzi di vendita.

Il risultato operativo lordo è risultato pari a 36,6 milioni (più 17,7 per cento su base annuale), mentre il risultato operativo ha segnato un incremento del 39,3 per cento a 25,5 milioni. Per il gruppo La Doria SpA sulla base delle anticipazioni dell’Amministratore delegato Antonio Ferraioli si prospettano risultati positivi anche per l’esercizio in corso. Le stime 2013 indicano un ulteriore aumento del fatturato e della redditività rispetto ai risultati conseguiti nel 2012.

Nel 2013 La Doria continuerà a concentrare i propri sforzi su azioni volte da un lato al contenimento dei costi, dall’altro al miglioramento dell’efficienza industriale e gestionale.

E’ interessante la lettura della slide proiettata riguardante la distribuzione del fatturato per area geografica. A livello di Gruppo la quota rilevante del 67,7% riguarda le nazioni del Nord Europa. Nei restanti paesi europei le vendite sono pari al 4,3%. In Italia il fatturato aziendale copre il 19,2% mentre il restante 8,8% proviene dalle vendite in Asia, Australia e Nuova Zelanda.

L’indebitamento netto della società ammonta a 118 milioni di euro al 31.12.2012 rispetto ai 122,4 milioni registrati a fine 2011.
Il patrimonio netto è pari a 135,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 123,6 milioni a fine 2011.

Una annotazione di carattere tributario: il carico d’imposte sostenuto dalla società nel 2012 è pari a 7,7 milioni di euro, risultando dalla differenza tra “Utile ante imposte” pari a 20,3 milioni e “Risultato netto” del conto economico pari a 12,6 milioni di euro.

La società negli anni 2011 e 2012 non ha distribuito dividendo agli azionisti privilegiando una politica di investimenti interni che oggi esplicita i suoi frutti.
D’altro canto in assemblea, a fronte dell’utile netto complessivo di 6,199 milioni di euro conseguito nel 2012, è stato deciso di distribuire a Giugno 2013 un dividendo di soli 1,86 milioni di euro e di destinare 4,029 milioni di euro al Fondo di riserva utili indivisi, oltre ai 309.967 euro da riferire al Fondo riserva legale.
Da sottolineare che nel mese di maggio 2013 il titolo azionario La Doria SpA quotato alla Borsa Valori di Milano ha registrato incrementi di quotazione che, implicitamente, valorizzano al meglio l’intera azienda.

Le azioni della società nel 2012:

Forte spinta sui volumi di vendita;
Ulteriore crescita sui mercati internazionali;
Accelerazione sui prodotti a più alto valore aggiunto e introduzione nella gamma di nuovi gusti e formati;
Sviluppo Cook Italian, marchio top di gamma, lanciato sul mercato inglese nel 2011, per valorizzare i prodotti tipici dell’eccellenza Made in Italy;
Costituzione di società consortile che raggruppa 12 imprese dell’eccellenza alimentare italiana, con l’obiettivo di promuovere sui mercati emergenti il “food in Italy” di qualità (tra i soci, Kimbo, Ferrarelle, Olio Dante, De Nigris, D’Amico, Strega Alberti, ecc.);
Nuovo impianto in Fisciano (SA) per produzione pomodoro in cartone poliaccoppiato, con raddoppio capacità produttiva pomodoro e legumi in tale packaging;
Due nuove linee per produzione succhi 200 ml brik nel sito di Angri, con aumento capacità produttiva del 20% e incremento produttività;
Avviato nuovo impianto fotovoltaico a Fisciano da 1 Megawatt, dopo impianto a Sarno di 4 Megawatt;
Concluso ampliamento area magazzini e spedizioni nuovo sito di Fisciano, con conseguente riduzione depositi esterni e ottimizzazione delle attività logistiche.

Tutto questo in uno scenario nazionale nel quale cresce la fiducia nella qualità e sicurezza dei prodotti e nella catena distributiva (private labels) prescelta dal consumatore.

Unico motivo di rammarico stamattina riguarda la presenza esigua di soci per l’occasione. Ho evidenziato la circostanza nel mio intervento in assemblea come piccolo azionista. Su 1.511 azionisti di La Doria presenti e registrati in tutta Italia sono intervenuti 7 (sette) votanti in rappresentanza 10 (dieci) soci complessivamente.

E’ un fatto che la maggioranza delle azioni è in mano a sette esponenti della famiglia Ferraioli che coprono il 70 per cento del capitale, ma gli altri 1.504 soci hanno brillato alla grande per la loro assordante assenza.

Il mio intervento, uno dei tre complessivamente registrati dopo la relazione dell’amministratore delegato Antonio Ferraioli, ha dato voce e presenza (voglio immaginarlo) agli altri 1.503 soci che hanno ritenuto di non partecipare.

Nel mio intervento ha dato atto della buona conduzione dell’azienda e degli innegabili, buoni risultati produttivi e reddituali conseguiti.

Ho detto esplicitamente di essere onorato di possedere il piccolo pacchetto di azioni della società anche a titolo di riconoscimento per la sua funzione sociale e di sostegno del territorio, in primis occupazione di lavoratori ed impiego di risorse, oltre che ovviamente per il suo precipuo ruolo a livello industriale e produttivo.

La Doria ha un organico di 453 dipendenti fissi e 480 (in media annua) lavoratori stagionali, con incremento delle presenze complessive pari al 9,6% rispetto al 2011.

Ho completato il mio intervento richiamando l’attenzione sull’assenza in assemblea dei tantissimi giovani che attualmente frequentano corsi di laurea in materia economico-finanziaria e di gestione aziendale nelle varie Università della Campania che potrebbero beneficiare della presenza in Regione di una società quotata alla Borsa di Milano e sperimentare un’utile partecipazione ad una assemblea di società locale a valenza e respiro internazionale.

Ho richiamato l’attenzione dei dirigenti bancari presenti in sede per il trattamento non incentivante dei giovani studenti che, volendo acquistare un pacchetto minimo di azioni della società per partecipare in prima persona all’evento societario, devono fare i conti con i costi insopportabili del “conto di deposito titoli” e del “conto corrente bancario” di appoggio.

L’azzeramento di questi costi a beneficio degli studenti, per il periodo di frequenza all’Università, potrebbe incentivare una maggiore attenzione e presenza in occasione di assemblee societarie, sicuramente istruttive ed utili per la necessaria pratica societaria.

Autore: Sàntolo Cannavale – santolocannavale.it