Inflazione e dati macro deprimono l’FTSE Mib, -0,95%

Inflazione cinese in calo e dati macro europei poco confortanti favoriscono nuove vendite sui listini. A Piazza Affari l’FTSE Mib chiude in ribasso dello 0,95% a 21838 punti.

Prevalgono le vendite sull’FTSE Mib che dopo un tentativo di recupero di area 22000 riprende la via del ribasso e archivia la sessione infrasettimanale in calo dello 0,95% a 21838 punti. Hanno pesato sui listini la flessione dei prezzi alla produzione e dell’inflazione cinese, scesa ad agosto su base annua dal 2% all’1,6%, e la produzione industriale dell’eurozona, che ad agosto ha segnato -0,5%. Deludenti anche i dati macro statunitensi sui prezzi alla produzione (-0,5% m/m) e sulle vendite al dettaglio (+0,1%).

Oggi l’Istat ha comunicato che a settembre l’inflazione italiana è scesa dello 0,4% rispetto al mese di agosto mentre è aumentata dello 0,2% rispetto a settembre 2014. Scende a +0,1% l’inflazione acquisita per il 2015.

Bankitalia ha reso noto che ad agosto 2015 il debito pubblico italiano è sceso di 15,5 miliardi di euro rispetto al mese precedente, a quota 2.184,7 miliardi di euro, precisando altresì che nei primi otto mesi dell’anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 48,8 miliardi di euro.

In controtendenza Enel Green Power, che guadagna lo 0,8% a 1,76 euro, Ansaldo STS con un +0,42% a 9,59 euro, Enel (+0,35% a 4,036 euro), Bca Mps (+0,31% a 1,632 euro) e Saipem (+0,29% a 8,63 euro).

Tra i titoli che hanno chiuso in ribasso segnaliamo Moncler che ha ceduto il 3,2% a 14,23 euro, Yoox con un -3,07% a 28,77 euro, Telecom Italia (-2,79% a 1,011 euro), Buzzi Unicem (-2,50% a 14,41 euro) e Azimut Holding (-2,36% a 19,48 euro).