Incertezza sui mercati, restano elevate le tensioni in Ucraina

In rialzo gli indici azionari statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average mostra un incremento dello 0,75%, lo S&P500 dello 0,40% e il Nasdaq Composite dello 0,60%.

Autore: Ufficio Studi IG. A sostenere i mercati sono, soprattutto, le notizie in merito alle M&A (Pfizer sulla britannica Astrazeneca e General Electric sulla francese Alstom) che hanno portato nuovo ottimismo tra gli operatori. Buon dato macroeconomico pubblicato in giornata sul settore immobiliare. La National Association of Realtors ha comunicato che l’indice Pending Home Sales ha mostrato nel mese di marzo un incremento del 3,4% m/m, primo rialzo dopo nove mesi consecutivi in flessione.

Prospettive sui Mercati
Riteniamo che i movimenti dei mercati non saranno particolarmente ampi sulla scia dell’incertezza sui tanti appuntamenti macroeconomici in programma in settimana. Dagli States avremo mercoledì la prima stima sul PIL del primo trimestre 2014 e in serata la riunione della commissione operativa della FED. Secondo le nostre attese il PIL dovrebbe evidenziare un forte rallentamento rispetto ai trimestri precedenti (aspettative +1,3%). Nonostante il rallentamento della crescita (legato anche a condizioni climatiche molto sfavorevoli in alcune regioni del nordest) crediamo che i membri votanti del Board del FOMC possano decidere di continuare il processo di tapering con un una diminuzione degli stimoli monetari per ulteriori 10 mld di dollari (acquisti di titoli governativi passerebbero così da 55 a 45 mld di dollari). E venerdì saranno pubblicati i fondamentali dati sul mondo del lavoro (non farm payrolls di aprile). Le attese del consensus sono fissate per un incremento degli impieghi pari a 210 mila unità nei settori non agricoli e 205 mila unità nel comparto privato. Il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 6,6% dal 6,7% del mese precedente. Le nostre aspettative sono leggermente migliori del consensus. Crediamo, infatti, che l’amministrazione Obama sia riuscita a creare 222 mila unità con un tasso di disoccupazione al 6,6%. Riteniamo inoltre che sia possibile una leggera revisione al rialzo dei due mesi precedenti. Gli effetti dei NFPs saranno importanti soprattutto sul dollaro. Dati molto deboli (inferiori ai 75k/100k) potrebbero portare un importante deprezzamento del biglietto verde sui mercati valutari.

Crisi in Ucraina, tensioni ancora elevate
Sotto i riflettori rimane sempre la crisi in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre nuove sanzioni a 7 funzionari russi e 17 imprese legate a Vladimir Putin. Saranno inoltre vietate le licenze di esportazione ai beni high tech che possano, in qualche modo, favorire l’offensiva militare dell’esercito russo. Riteniamo che la soluzione delle sanzioni economiche sia l’unica percorribile per evitare uno scontro armato. Crediamo che i provvedimenti dovrebbero essere, tuttavia, ben più pesanti per costringere il Governo di Mosca a fare dei passi indietro (un isolamento economico modello Iran). Intanto gli sconti tra lealisti di Kiev e truppe filorusse continuano ad aumentare.

Forex: fase laterale per l’euro dollaro in attesa dei dati
Sul mercato valutario, forte incertezza per il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde. Gli operatori sono in attesa dei tanti appuntamenti macroeconomici in settimana. Se abbiamo già discusso delle numerose cifre macro dagli States, anche dall’Europa abbiamo molti dati macro interessanti. Le cifre piu’ attese da Eurolandia sono quelle relative all’inflazione che saranno annunciate mercoledì. Se Eurostat dovesse mostrare un inatteso calo in aprile dei prezzi al consumo o un mantenimento dell’HICP su livelli molto bassi (0,5%/0,7% su base annuale) aumenterebbero notevolmente le possibilità di un’accelerazione nel cambio di strategie monetarie della BCE. Le soluzioni da adottare sono numerose. Riteniamo che la più efficace per ridurre le tensioni deflazionistiche sia il lancio di un piano di quantitative easing (acquisto di titoli) simile ai progetti delle altre banche centrali (Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan). I fondamentali sembrano quindi preludere a un possibile calo del cambio euro/dollaro. Dal punto di vista tecnico il supporto più importante di breve periodo è situato a 1,3790. L’eventuale cedimento di tale sostegno potrebbe dare forza alle pressioni ribassiste per spingere il cambio eurusd ancora più in basso verso 1,3675.

Italia: asta BOT 6 mesi ancora forte domanda, rendimenti in rialzo
Il Dipartimento del Tesoro ha collocato 7 mld di euro in BOT a 6 mesi con rendimenti in crescita allo 0,594% dallo 0,504% registrato nell’asta precedente. Bene la domanda. Il rapporto bid to cover ratio si attesta a 1,61.