Immobili di lusso: Londra è la città più ambita

Almeno 4 camere da letto e 1.000 metri quadrati. Chi cerca immobili di lusso li vuole così. Roma è l’unica italiana nella top 5 e più di un utente su 4 vuole un castello.

immobili di lusso

Camere da letto? Almeno quattro. Bagni, non meno di tre. Metri quadri totali? Se non sono almeno 1.000 non ne vale la pena. Chi cerca una casa di lusso ha le idee molto chiare, almeno stando a quanto emerso dall’analisi che il portale LuxuryEstate.com, partner di Immobiliare.it specializzato nel settore del lusso, ha fatto sulle ricerche condotte nel primo quadrimestre del 2014 da oltre 1,5 milioni di utenti provenienti da tutto il mondo.

Fra chi cerca immobili di alta gamma partendo dalle dimensioni quasi un utente su cinque (20,9%) sceglie di filtrare le proprietà visualizzando solo quelle che superano i 1.000 metri quadrati. Alle dimensioni non può che corrispondere il numero di stanze: la preferenza più diffusa è di quattro camere da letto (23,8% delle ricerche), ma ben il 18,1% degli utenti ambisce a proprietà che ne abbiano più di sei. Più sono le camere da letto, più devono essere i bagni presenti in casa: il 18% degli utenti desidera averne oltre sei.

Per chi cerca una proprietà di lusso da acquistare, la tipologia di immobile preferita è quella delle ville e dei casali, spesso isolati, che garantiscono la giusta combinazione tra privacy e relax: pur potendo selezionare diverse categorie allo stesso tempo, quasi il 40% di chi cerca una proprietà di lusso ambisce soltanto a questo tipo di abitazioni. A seguire troviamo la ricerca di appartamenti e loft cittadini, meglio se nelle grandi metropoli (20,9%), e quella più generica di ville, casali e castelli (18,7%). A ben vedere, più di una ricerca su quattro valuta l’opzione di acquisto di un castello (25,9%).

Guardando alle città su cui si sono concentrate le ricerche, vince Londra, attirando il 3,4% di tutte le richieste. A seguire troviamo New York (3%) e Roma (2,6%) che batte Los Angeles e Parigi che hanno raccolto rispettivamente il 2,3% e il 2% delle ricerche.