Il tapering, la Fed, i mercati emergenti e l’economia americana

La Fed ha deciso di non avviare il tapering lo scorso settembre e ci sono tre ragioni fondamentali per le quali crediamo che non procederà in tal senso fino al 1° trimestre 2014.

Il rinvio della Fed a settembre dimostra la volontà di avere ulteriori conferme della solidità della ripresa economica statunitense, prima di modificare le politiche monetarie. In altre parole, la Fed vuole vedere una serie più lunga di dati macro positivi. Sfortunatamente, lo shutdown parziale del Governo USA ha fatto procrastinare la pubblicazione di alcuni dati fondamentali e potrebbe inoltre in parte influenzare l’affidabilità dei dati nel breve termine. Pensiamo quindi che la Fed vorrà prendersi del tempo per aspettare maggior chiarezza.

Il compromesso raggiunto dal Congresso sul tema bilancio/tetto debito è solo temporaneo, il problema non è stato risolto. Le prossime date importanti sono il 15 gennaio (quando finiranno i fondi del Governo se non si raggiungerà un altro accordo) e il 7 febbraio (quando scade l’innalzamento del tetto sul debito). Guardando al recente passato, i dibattiti in merito potrebbero protrarsi fino all’ultimo momento utile per la loro risoluzione. Per questo, la Fed potrebbe scegliere di attendere maggiore chiarezza dal punto di vista politico prima di procedere con il tapering.

Janet Yellen prenderà il posto di Bernanke a gennaio. I presidenti delle banche centrali solitamente non cambiano la direzione della politica monetaria durante gli ultimi incontri che presiedono. Lasciano, piuttosto, il compito al proprio successore.

Cosa vuol dire tutto questo per le valute dei mercati emergenti?

Il rinvio del tapering è una buona notizia per le valute di economie che possono avvantaggiarsi del ciclo economico americano (Peso Messicano, Won Sudcoreano, Zloty Polacco). Riteniamo che il rinvio abbia dato all’economia americana più tempo per consolidare la crescita.

tapering
E’ un’ottima notizia sia per l’economia americana sia per quelle emergenti, perché permette loro di avere maggiori opportunità di sfruttare la ripresa USA.

Prendiamo in esame, per esempio, l’economia messicana: nonostante i legami con gli Stati Uniti, grazie all’appartenenza alla NAFTA, il Messico non è ancora riuscito a trarre beneficio dalla crescita americana. Di conseguenza, l’indice PMI manifatturiero messicano è rimasto attorno alla soglia dei 50 punti per due trimestri, l’inflazione resta ben controllata e sono probabili dei tagli ai tassi di interesse. Il rinvio del tapering (e i probabili tagli dei tassi) ci fa essere più ottimisti rispetto all’economia messicana e continua a farci essere moderatamente rialzisti sul peso messicano.

Riteniamo, inoltre, che un rinvio prolungato del tapering darà sostegno alle valute ad alto rendimento nel breve termine. Il calo dei rendimenti statunitensi ha avuto un impatto negativo sui rendimenti globali. Questa è una ottima notizia per le economie emergenti, dove la crescita ha continuato a deludere. Basta ricordare che, poco prima delle dichiarazioni di Bernanke sull’attuazione di un tapering a breve, ben 14 banche centrali avevano avviato un ciclo di tagli dei tassi.

Nel giro di pochi mesi, non solo si sono trovate ad affrontare curve di rendimenti più inclinate, ma alcune di esse sono state obbligate persino ad alzare i tassi per difendere le proprie valute. Senza repentini cambiamenti della politica monetaria statunitense e un probabile consolidamento dei dati cinesi verso fine anno, ci aspettiamo che le valute ad alto rendimento scambino laterali fino al termine del 2013.

Contributo a cura di Sara Yates, Vice President – Global FX Strategist di J.P. Morgan Private Bank