Il Fisco leggero delle Isole Cook

Il Fisco leggero delle Isole CookLo scandalo Offshore Leaks ha fatto emergere il caso di un paradiso fiscale di cui non si sente parlare spesso, ma che merita di essere approfondito.

Si tratta delle Isole Cook, magari note ai piu’ per le spiagge incontaminate, ma meta anche e soprattutto di chi ha intenzione di nascondere i propri guadagnai al Fisco. I documenti che sono stati svelati parlano molto spesso di questo minuscolo arcipelago del Sud Pacifico, uno Stato in libera associazione su cui regna la regina Elisabetta II d’Inghilterra.

Perche’ proprio le Isole Cook? Le autorita’ locali si difendono e reclamano la correttezza e la trasparenza del sistema bancario, ma questo scandalo ha soltanto accentuato un problema che si conosceva da tempo. In effetti, il business della finanza offshore garantisce gran parte del denaro che ogni anno queste isole oceaniane incassano, secondo solamente al turismo. Il segreto bancario e’ senza dubbio la caratteristica principale che spinge una societa’ o un contribuente ad affidarsi al regime fiscale in questione.

Tra i duecento italiani coinvolti nell’inchiesta ce n’e’ uno che ha mostrato di apprezzare molto questo centro offshore, vale a dire il commercialista Gaetano Terrin, ex collaboratore di Giulio Tremonti. Forse finora si e’ sminuito il ruolo delle Isole Cook per il fatto che non si tratta di un paradiso completamente tax-free. Pero’ e’ anche vero che le societa’ offshore pagano solamente l’imposta di bollo, dunque l’agevolazione e’ piuttosto evidente, tanto e’ vero che negli ultimi anni queste entita’ sono aumentate fino a quota 15mila.

Mancano inoltre le tasse sulle successioni e quelle sulla ricchezza. Sara’ pure un paradiso isolato dal mondo, in cui ottenere la residenza e’ piuttosto complicato e dove bisogna adattarsi a un altro stile di vita, ma il gioco finora e’ valso la candela, come testimoniato perfettamente da Offshore Leaks.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it