Gas: le aziende europee chiedono all’UE nuove politiche energetiche

Riunitisi a Bruxelles gli amministratori delegati di otto aziende energetiche europee hanno formulato una dichiarazione congiunta per sottolineare la gravità delle sfide attuali del settore e per proporre azioni politiche appropriate.

Infatti l’attuale mancanza di visibilità sulle politiche energetiche e di incertezza normativa porterà inevitabilmente a una mancanza di investimenti nel settore dell’energia con effetti negativi sulla sicurezza degli approvvigionamenti, sull’occupazione e sulla riattivazione dell’economia europea. Lo status quo non è semplicemente un’opzione.

I firmatari rimangono impegnati nei confronti dell’Unione Europea per una politica energetica basata sui principi della competitività, della sicurezza degli approvvigionamenti e dello sviluppo sostenibile, e inoltre aderiscono pienamente alla necessità di liberalizzare i mercati dell’energia. Vediamo ognuno di questi elementi come requisito essenziale per un’energia competitiva per i clienti industriali e retail.

Tuttavia, la realtà che ciascuna delle società energetiche ha registrato, negli ultimi anni, è che l’UE e alcune politiche energetiche nazionali non hanno portato i benefici attesi. In concreto, le aziende energetiche europee sono oggetto di una tempesta perfetta che mette in pericolo la sicurezza degli approvvigionamenti e la trasformazione verso un’economia a basse emissioni di anidride carbonica, oltre che a minare la loro capacità di attrarre capitali.

Tuttavia, non è troppo tardi per un approccio rinnovato da parte dell’UE che garantisca prezzi dell’energia competitivi e forniture sicure per i cittadini europei. Allo stesso tempo, questa azione dovrebbe servire a ripristinare la fiducia delle imprese energetiche nell’ attrattività del mercato europeo dell’energia. E’ fondamentale che questo rinnovato approccio dell’UE continui a sostenere la lotta contro il cambiamento climatico, oltre a comprende i seguenti elementi di novità:

1. Un modello migliorato di mercato, che comprenda un approccio coordinato a livello europeo di meccanismi di capacità di trasporto gas in cui tutti gli asset che contribuiscono alla sicurezza degli approvvigionamenti dei clienti europei siano giustamente remunerati.

2. Un mercato europeo delle emissioni (carbon market) in grado di supportare tecnologie ecocompatibili e in cui venga fornita una prospettiva affidabile, in particolare, attraverso la definizione di obiettivi ambiziosi ma realistici e stabili per le emissioni di gas a effetto serra dopo il 2020.

3. Un approccio più sostenibile per la promozione delle energie rinnovabili al fine di ridurre i costi per i cittadini e favorire una maggiore convergenza tra gli Stati membri.

4. Un rafforzamento del quadro politico che porti a investimenti in tecnologie promettenti, come lo stoccaggio di energia, nuove rinnovabili, la cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, reti e contatori intelligenti e il gas di scisto.

Gli amministratori delegati delle otto aziende energetiche vorrebbero che i leader politici dell’UE affrontassero le criticità che il settore energetico si trova ad affrontare.

Inoltre, si chiede loro di definire una nuova linea politica mirata al contributo dato dagli investimenti nel settore energetico, non solo nel fornire un prodotto sicuro ed efficiente, ma anche attraverso la creazione di posti di lavoro e l’impegno per la ripresa dell’economia in modo efficiente.