Euro sotto pressione dopo Pmi, Francia sempre più vicina alla Periferia

L’attenzione degli investitori rimane focalizzata sull’ euro in vista delle elezioni europee e dei dati che arriveranno domani dalla Germania (indice IFO e Pil).

Autore: Ufficio Studi IG. Proseguono in territorio leggermente positivo i listini di Wall Street, nonostante le deboli indicazioni giunte dal comparto immobiliare Usa. Ad aprile le vendite di abitazioni esistenti hanno mostrato un rialzo dell’1,3% m/m, a quota 4,65 mln di unità. Nonostante sia stato il dato migliore da dicembre, gli operatori speravano in qualche segnale più incoraggiante dopo la debolezza dello scorso inverno. Infatti a questo ritmo, il tempo per l’assorbimento dell’offerta salirebbe a 5,9 mesi da 5,1 del mese precedente. Segnali negativi sono arrivati anche dai jobless claims, tornati sui livelli di qualche settimana fa, a 326 mila unità. Le distorsioni che arrivano da questo dato stanno creando qualche confusione agli operatori in vista dei non farm payrolls, in agenda la prossima settimana.

In Europa è stata una seduta in lieve rialzo per tutti gli indici, fatta eccezione per la Borsa di Milano, che si è confermata la peggiore piazza azionaria. Gli investitori preferiscono attendere l’esito delle elezioni europee fuori dal mercato e saranno pronti a rientrare lunedì mattina dopo i primi risultati. Questa tendenza sembra essere confermata anche dal mercato governativo, dove i volumi sul Btp future rimangono costantemente vicino ai massimi storici già da diverse sedute con i tassi in rialzo.

Sul fronte forex, i movimenti più interessanti hanno interessato la lira turca, che si è apprezzata notevolmente, nonostante la Banca centrale di Istanbul abbia tagliato i tassi di interesse sui Repo a una settimana di 50 punti base, portandoli al 9,5%. Dopo l’annuncio, i tassi sui bond turchi hanno aggiornato i minimi da oltre sei mesi. Si tratta del primo taglio da oltre un anno e la decisione è arrivata dopo le pressioni delle scorse settimane arrivate dal premier Erdogan.

L’attenzione degli investitori rimane focalizzata sull’euro in vista delle elezioni europee e dei dati che arriveranno domani dalla Germania (indice IFO e Pil). Il recupero della moneta unica questa mattina è stato arrestato dai brutti dati arrivati dagli indici Pmi francesi. Dopo la crescita zero del primo trimestre, per l’economia d’oltralpe si tratta di un altro dato scoraggiante che potrebbe aprire a una spaccatura all’interno dell’eurozona, tra Germania e il resto dei Paesi. Visti i livelli di deficit, Parigi sembra essere sempre più vicina ai Paesi periferici e i richiami arrivati da vari esponenti francesi su una politica accomodante della Bce sembrerebbero confermarlo.

EUR/USD
Rimane in uno stretto trading range il cambio Eur/Usd oggi, nonostante il tentativo di recupero della prima parte della mattinata. I dati sui Pmi hanno stemperato sul nascere ogni ritorno di forza sulla moneta unica, mettendo un po’ di pressione in vendita. Il cross Eur/Usd è così tornato ad avvicinarsi ai minimi toccati ieri sera dopo le minute del Fomc, a 1,3635. Chiave saranno i dati di domani sull’indice IFO sulla fiducia delle imprese tedesche.

Le premesse, stando a quanto mostrato dall’indice Zew, non sono ottimistiche. Gli investitori potrebbero leggere in un dato debole la volontà delle imprese di desiderare una politica monetaria più accomodante. Pertanto ogni dato negativo potrebbe dare seguito a nuove vendite sull’euro. Il cedimento dei minimi di ieri potrebbe aprire la strada verso 1,36-1,3580 e poi su 1,35. La resistenza più vicina rimane a 1,3730, massimi delle ultime 8 sedute.