Dollaro e oro sotto osservazione nel giorno della Fed. Aste, il Tesoro fa il tris

Proseguono in calo gli indici Usa a poco più di un’ora del comunicato della Fed. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,1%, mentre l’S&P500 lo 0,2%. Dollaro e oro sotto osservazione.

In Europa, seduta in rosso per tutti gli indici, fatta eccezione per Lisbona (+1,2%). Ennesima delusione è arrivata sul fronte macro Usa, con le stime Adp che hanno registrato il tasso di crescita più basso da aprile scorso. Il dato non lascia ben sperare per i non farm payrolls di ottobre, in agenda l’8 novembre. Con queste cifre macro e con la questione fiscale ancora aperta è difficile che la Fed riduca l’immissione di liquidità sul mercato. Pertanto tra gli operatori si è diffusa l’idea di uno spostamento del tapering alla primavera del 2014. Se non si dovesse avere riscontro nelle parole del comunicato di questa sera, probabilmente le borse potrebbero reagire molto male.

Valute: Fomc, operatori sorpresi se comunicato non sarà dovish

Sul fronte valutario, rimangono in uno stretto trading range gli scambi in vista del Fomc. Gli operatori sembrano non voler prendere posizione prima del comunicato. Ci aspettiamo forte volatilità sui cambi contro dollaro nelle prossime ore. Attenzioni particolari verranno riservate anche alle valute emergenti che potrebbero risentire in maniera negativa di un tapering anticipato a dicembre. Visti i recenti dati macro deludenti, ci aspettiamo che gli operatori potrebbero essere molto più sorpresi se il comunicato dovesse essere meno accomodante del solito.

Italia: Fiat, forte volatilità dopo i conti

A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni con un calo dello 0,47% a 19.165 punti. L’indice, dopo aver toccato i nuovi massimi a 19.500 punti ha invertito la rotta a metà seduta, poco dopo l’apertura di Wall Street. Si è trattato per lo più di un movimento tecnico. In calo Fiat (-2,23%) con il titolo che ha registrato una forte volatilità subito dopo i conti e la revisione dell’outlook sul 2013. Gran parte delle perdite sono state recuperate e questo sottolinea la volontà degli operatori di puntare su un recupero del titolo che ha aggiornato oggi i minimi da inizio luglio. La debolezza del mercato automotive europeo e le difficoltà in Brasile sembrano oscurare le prospettive rosee che arrivano dagli Usa. Unico driver per la ripresa di quota rimane l’acquisizione totale di Chrysler entro la fine dell’anno.

Titoli di Stato: Bot, altra buona prova del Tesoro

Sul fronte governativo, supera brillantemente anche l’ultima prova il Tesoro, che questa mattina ha emesso 6 miliardi di euro di Btp sulle scadenze a 5 e 10 anni. L’esito è stato notevole dato che la domanda è cresciuta in un contesto di tassi in calo. L’unica nota stonata rimane il confronto con la Spagna, il cui differenziale sulla scadenza a 10 anni è tornato a favore di Madrid dopo le tensioni affiorate la scorsa settimana. Questa sera le attenzioni rimangono concentrate sul comunicato del Fomc, che potrebbe determinare un ulteriore miglioramento del comparto governativo se dovesse trasparire la possibilità di un rinvio del tapering a inizio 2014.

Commodity: oro, ecco dove potrebbe arrivare dopo il Fomc

Tra le materie prime, l’oro rimane sui massimi di periodo in attesa del comunicato del Fomc di questa sera. Nel caso in cui la Fed lasci aperta la possibilità di uno ritardo del tapering al 2014 il metallo prezioso potrebbe accelerare in direzione di area 1.375 dollari/oncia, top del 19 settembre. Solo un superamento di questo livello aprirebbe lo spazio per il raggiungimento della soglia dei 1.400 dollari, livello che non vede da quasi due mesi. Al contrario, se il comunicato dovesse risultare meno accomodante del previsto probabilmente assisteremo a un recupero del dollaro che metterà pressione al metallo prezioso. Il primo target ribassista rimane a 1.330 dollari e poi a 1.310 dollari.