Dividendi globali in crescita con il dollaro debole

Nel 1° trimestre 2016 i dividendi globali sono aumentati nel complesso del 2,2% a $218,4 miliardi, mentre la crescita sottostante è stata del 3,1%.

dollaro debole dividendi globaliSecondo l’indice Henderson Global Dividend nel primo trimestre 2016 i dividendi globali sono saliti del 2,2% a 218,4 miliardi di dollari, con un incremento di 4,7 miliardi su base annua. Giappone, Nord America ed Europa hanno registrato i risultati più brillanti, mentre sono rimasti indietro Regno Unito, Asia e mercati emergenti. I tassi di cambio più stabili hanno provocato un impatto più contenuto nella conversione dei dividendi globali in dollari. La crescita dei dividendi su base sottostante, ovvero rettificata per le oscillazioni dei tassi di cambio, gli effetti temporali, i dividendi straordinari e le variazioni dell’indice, è stata del 3,1%.

Nel corso del 2015 il dollaro si è rivalutato molto rispetto a quasi tutte le valute, celando l’effettiva crescita dei dividendi globali. Nel primo trimestre del 2016, nonostante in molti casi il dollaro fosse ancora più forte rispetto a un anno fa, l’effetto delle oscillazioni del cambio è stato il più contenuto negli ultimi due anni. I dividendi straordinari sono praticamente raddoppiati rispetto all’anno scorso, facendo salire di 4 punti percentuali la crescita complessiva, in particolare grazie alle distribuzioni abbondanti negli Stati Uniti e a Hong Kong.

L’Europa ha iniziato l’anno su una nota molto positiva, con una crescita complessiva del 10,8%. Rettificata per l’effetto dei dividendi straordinari (principalmente dovuto a Vivendi in Francia) e gli effetti temporali, la crescita sottostante è stata del 3,6%. Le dinamiche stagionali in Europa implicano che oltre un terzo dei dividendi del 1° trimestre sono delle società farmaceutiche svizzere Novartis e Roche, che hanno incrementato le distribuzioni, ma nel complesso i dividendi in Svizzera sono scesi del 3,4% (dato complessivo) a quota 13,9 miliardi di dollari a causa del lieve calo del franco e del pagamento di un dividendo straordinario da parte di Schindler nel 1° trimestre dell’anno scorso. In termini sottostanti, i dividendi in Svizzera restano pressoché invariati, in calo dello 0,1% circa. In Germania, Francia, Spagna e Svezia, i dividendi ammontano a 4 – 5 miliardi di dollari.

In Germania, i dividendi sono saliti su base complessiva del 3,0%, che corrisponde al 7,5% tenendo conto delle oscillazioni del cambio. Ogni società tedesca ha incrementato i dividendi, compreso il principale distributore Siemens che ha incrementato le distribuzioni in euro del 6,1% rispetto all’anno precedente. In Francia, la crescita complessiva del 51,3% è stata gonfiata dal dividendo straordinario per 1,5 miliardi di dollari di Vivendi, comunque la crescita sottostante del 5,3% rappresenta un incremento rispetto al 2015: ogni azienda francese ha confermato o aumentato le distribuzioni in euro. La crescita dei dividendi in Spagna pari al 5,1% rappresenta l’unica flessione di rilievo in Europa in termini sottostanti (-5,6%), a causa del brusco taglio di Banco Santander che è il principale distributore in Spagna. Nel resto d’Europa, l’aumento delle distribuzioni da parte di Unilever e Solvay ha fatto crescere i dividendi nei Paesi Bassi e in Belgio.

Nel mondo, il Giappone è in testa grazie alla rapida crescita sottostante del 10,5%, non più offuscata dalla debolezza dello yen. Infatti, lo yen si è rivalutato facendo salire la crescita complessiva al 21,1%. In Nord America, Canada e Stati Uniti hanno generato un tasso di crescita sottostante rispettivamente del 6,3% e del 6,7%: tutti i settori sono in crescita tranne le società del settore delle materie prime.

Tra le regioni più deboli, il Regno Unito ha registrato un calo dei dividendi del 5,0% rispetto all’anno precedente su base complessiva (sottostante +0,7%), in calo per l’intero anno poiché le multinazionali del settore minerario quotate nel Regno Unito hanno dovuto ridurre il dividendo, così come alcune blue chip del settore bancario e ingegneria. Non è andata molto bene neppure in Australia. La valuta è debole rispetto al dollaro americano e molte società del settore risorse sono quotate in Borsa. Nel 1° trimestre, i dividendi sottostanti in Australia sono scesi del 29,7% rispetto all’anno precedente. Henderson prevede che i tagli ai dividendi delle società minerarie e petrolifere quest’anno ridurranno le distribuzioni in Australia del 12%.

Anche i mercati emergenti sono in difficoltà, nonostante i dividendi distribuiti nel 1° trimestre siano limitati, il forte aumento dei dividendi in India non è bastato a compensare i tagli in Brasile. I dividendi sottostanti nei mercati emergenti sono scesi del 16,9%.

Henderson prevede un aumento dei dividendi globali del 3,9% a 1.180 miliardi di dollari quest’anno, leggermente oltre le stime di gennaio di 1.140 miliardi di dollari grazie agli effetti del lieve calo del dollaro. Si tratta di un aumento del 3,3% in termini sottostanti, invariato rispetto alle stime di gennaio dell’HGDI.

Alex Crooke, Responsabile Global Equity Income di Henderson Global Investors ha dichiarato: “Il primo trimestre è meno rilevante per l’Europa ma ha evidenziato segnali incoraggianti in vista del secondo trimestre quando le società europee distribuiscono in genere i dividendi dell’esercizio. Negli ultimi sei anni, la crescita dei dividendi in Europa è rimasta indietro rispetto alle altre regioni globali a causa degli effetti prolungati della crisi finanziaria globale e del protrarsi della successiva crisi dell’euro che ha messo in difficoltà il mondo delle imprese. Lo scenario ha iniziato a migliorare nel 2015 e siamo ottimisti in merito agli sviluppi nel 2016.

L’adozione di una prospettiva globale ha consentito agli investitori europei di continuare ad approfittare di una rapida crescita dei dividendi mentre i mercati locali arrancavano. Questo approccio diversifica i rischi, non solo in termini geografici, ma anche settoriali.

Per il prossimo anno, prevediamo un lieve rallentamento della crescita dei dividendi globali rispetto al 2015, con risultati molto positivi in Giappone, Nord America ed Europa, parzialmente compensati dalla debolezza nel Regno Unito, in Australia e nei mercati emergenti“.