Debiti PA, disponibile l’85% dei 20 miliardi previsti per il 2013

Complessivamente, tra spazi finanziari e liquidità immessa per pagare i debiti scaduti, il D.L. prevede di assegnare agli Enti debitori 20.000 milioni di euro.

Nell’ambito del monitoraggio sullo stato di attuazione del Decreto Legge 35/2013, dal 22 Luglio scorso il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso disponibili le informazioni sull’avanzamento dei trasferimenti di risorse dallo Stato agli Enti debitori e sui pagamenti dei debiti che questi effettuano ai propri creditori.

Poiché il pagamento dei crediti certificati ai soggetti che ne sono titolari è a carico delle singole amministrazioni debitrici, il Governo, attraverso il MEF, garantisce alle amministrazioni centrali e locali le risorse necessarie a far fronte ai propri debiti attraverso diversi strumenti: anticipando finanziamenti, creando spazi di disponibilità finanziaria sul patto di stabilità e disponendo deroghe al patto di stabilità interno per specifiche categorie di spese per investimento.

La pubblicazione regolare dei dati del monitoraggio ha lo scopo di promuovere l’attuazione del decreto e di dare conto delle azioni volte a far pervenire alle imprese gli importi per i quali sono creditrici nei confronti della Pubblica Amministrazione quanto più celermente possibile.

I dati pubblicati oggi aggiornano le cifre relative ai trasferimenti dallo Stato agli Enti debitori e per la prima volta forniscono una stima dei pagamenti effettuati dagli Enti ai soggetti creditori.

Complessivamente, tra spazi finanziari e liquidità immessa per pagare i debiti scaduti, il D.L. prevede di assegnare agli Enti debitori 20.000 milioni di euro: ad oggi lo Stato ne ha messi a disposizione degli Enti debitori 17.020. Una percentuale superiore all’85 per cento dell’intero stanziamento.

In particolare, per l’anno 2013 lo Stato ha reso disponibili agli Enti locali 6.611 milioni di euro su 6.800 (oltre il 97 per cento).

Per le Regioni e le Province Autonome, sui 10.200 milioni previsti dal DL sono stati resi disponibili 7.409 milioni (più del 72 per cento).

Sulle anticipazioni per debiti sanitari, su 5.000 milioni di euro totali da erogare dallo Stato alle Regioni ne risultano assegnati 3.332, ossia il 66%. Per Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto l’importo è stato erogato nella sua interezza. La Basilicata, la Lombardia e le Marche non hanno richiesto l’accesso ad alcuna anticipazione.

Per i debiti non sanitari sono stati anticipati 1.438 milioni di euro sui 2.528 milioni stanziati nel 2013 (il 57% del totale). Alla fine di luglio, le regioni Lazio, Liguria, Molise, Piemonte e Toscana avevano già percepito il 100 per cento degli importi.

Per i Ministeri è da sottolineare che ai 500 milioni di euro stanziati si sono aggiunti 180 milioni in virtù di una revisione interna dei propri stanziamenti, per un totale di risorse disponibili per il pagamento di debiti di oltre 680 milioni.

Grazie anche ai dati forniti dall’Unione delle Province Italiane (sull’impiego degli spazi finanziari resi disponibili sul Patto di stabilità interno) e dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (sulla certificazione dell’impiego delle anticipazioni di cassa ricevute da Comuni e Province) è oggi possibile effettuare una prima stima dell’importo effettivamente versato ai creditori delle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche in pagamento di debiti scaduti: più di 5.000 milioni sui 20.000 stanziati dal D.L. 35/2013 per l’anno in corso. Questa stima non tiene conto degli importi già pagati dagli Enti locali e dalle Regioni grazie agli spazi finanziari resi disponibili sul Patto di stabilità interno.