Crediti deteriorati: BCE chiede strategia a Unicredit

Entro il 28 febbraio 2017 Unicredit dovrà presentare alla BCE una strategia in materia di crediti deteriorati, supportata da un piano operativo.

Crediti deteriorati UnicreditLa Bce ha richiesto a Unicredit “di presentare, entro il 28 febbraio 2017 una strategia in materia di crediti deteriorati, supportata da un piano operativo per affrontare la tematica dell’elevato livello di crediti deteriorati”. E’ ciò che emerge dal documento di presentazione relativo all’aumento di capitale da 13 miliardi di euro che Unicredit si appresta a lanciare nelle prossime settimane che evidenzia i rischi a cui la banca andrebbe incontro nel caso la ricapitalizzazione fallisse o riuscisse solo parzialmente.

Per effetto dello sfasamento temporale tra le azioni previste dal piano strategico con impatto negativo sui numeri del gruppo e l’esecuzione dell’aumento, i coefficienti patrimoniali a fine 2016 non saranno in linea con gli obiettivi Srep.

Il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali non consentirà al gruppo Unicredit di distribuire i dividendi e il pagamento delle cedole degli strumenti Additional tier 1 dovuta a marzo 2017.

Inoltre dall’implementazione di alcune azioni del piano strategico sono attesi impatti negativi sui coefficienti patrimoniali e impatti negativi non ricorrenti sul risultato economico netto del quarto trimestre 2016 pari a complessivi 12,2 miliardi, in buona parte dovuti all’incremento del grado di copertura sul portafoglio di crediti oggetto di cessione nell’ambito del ‘Progetto Fino’ e sui crediti deteriorati oggetto del ‘Progetto Porto’.

Nel documento di registrazione infine risulta come, nell’ambito del processo Srep 2016, la Bce abbia evidenziato una serie di aree di debolezza: il rischio di credito e l’elevato livello di esposizioni deteriorate, il rischio di liquidità, il rischio connesso all’operatività in Russia e Turchia ed il persistere di un livello di profittabilità debole.