Come va cambiato il decreto sugli esodati

Come va cambiato il decreto sugli esodatiGran parte dell’attenzione politica e’ rivolta al decreto relativo ai debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle aziende italiane. Che cosa si sta facendo invece per gli esodati?

La questione rimane complicata, ma proprio ieri la Commissione Speciale della Camera ha approvato il parere sul terzo decreto relativo a questi lavoratori e approntato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero. Quali provvedimenti sono stati adottati in tal senso?

Le condizioni non sono moltissime, si tratta soprattutto di ripristinare il testo originario di questa norma, con la stessa Commissione che si e’ augurata che il Parlamento risolva presto il problema. In particolare, bisogna fare chiarezza una volta per tutte sui numeri di chi e’ interessato. Bisogna ricordare che gli esodati sono quei lavoratori che, prima della pensione, hanno lasciato il lavoro dopo aver ricevuto una buonuscita, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilita’.

Ebbene, sembrera’ strano, ma ancora non si e’ capito quanti soggetti bisogna effettivamente salvaguardare. In effetti, la Legge di Stabilita’ aveva aggiunto altri diecimila sodati dopo le 65mila e 55mila persone indicate in precedenza. Secondo quanto sottolineato da Donata Lenzi del Partito Democratico, poi, sarebbero stati dimenticati i cosiddetti prosecutori volontari. Questi ultimi sono coloro che, dopo aver proseguito volontariamente la contribuzione, hanno ripreso l’attivita’ lavorativa.

Il terzo decreto della Fornero avrebbe dunque escluso i prosecutori protagonisti di un ritorno al lavoro anche pima del 4 dicembre e non successivamente. Insomma, tra mancati riconoscimenti dei benefici e confusioni continue sui numeri, si e’ creata una matassa molto difficile da districare, a meno che finalmente non si parli chiaro e si spieghi il modo di intervento sugli esodati.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it