Cambio USD/JPY: il dollaro supera quota 100 sullo yen e potrebbe anche andare oltre

Sul cross dollaro/yen siamo stati finora molto positivi perché, come abbiamo sostenuto – e continuiamo a sostenere – siamo convinti che quest’anno lo yen si indebolirà ulteriormente e il dollaro Usa si rafforzerà.

Finora, la maggior parte dei commenti si è concentrata sulla debolezza dello yen. Tuttavia, tutti i motivi che hanno portato il dollaro a superare la soglia dei 100 punti rispetto allo yen nella sessione pomeridiana di giovedì a New York hanno a che fare con il dollaro. Di conseguenza il dollaro ha chiuso la scorsa settimana registrando la performance migliore rispetto a tutte le valute del G10.

Non è chiaro quale fattore abbia catalizzato la forza del dollaro. Ci sono stati i commenti di alcuni membri del Fomc (il Comitato della Federal Reserve) sulla possibilità che l’attuale programma di alleggerimento quantitativo fosse ridotto prima del previsto. Giovedì sono stati resi noti nuovi dati sulla disoccupazione migliori del previsto che hanno portato la media di quattro settimane al livello più basso dal novembre 2007. Queste due notizie possono spiegare il modesto rialzo dei rendimenti delle obbligazioni Usa a 10 anni registrato la settimana scorsa, ma ciò non basta per spiegare l’andamento del cross dollaro/yen.

L’andamento di una valuta fuori sincrono rispetto al mercato obbligazionario è solitamente un segno che la valuta si è apprezzata troppo ed è un primo segnale che gli investitori dovrebbero considerare la possibilità di prendere una posizione short. Tuttavia, il contesto generale non può essere considerato tipico.

Riteniamo che il dollaro si apprezzerà ulteriormente rispetto allo yen per due importanti ragioni.

Innanzitutto, crediamo che sul capitolo debolezza dello yen non sia stato detto ancora tutto. I recenti dati del ministero delle Finanze giapponese mostrano che la debolezza dello yen ha messo in moto una particolare dinamica nel mercato domestico. Le vendite di obbligazioni hanno ripreso volume, mentre il flusso di rimpatrio dei capitali azionari giapponesi si è invertito verso l’esterno. Inoltre, analizzando i dati per tipo di investitore, emerge che gli istituti finanziari giapponesi stanno partecipando a questa dinamica.

Come abbiamo sostenuto nel nostro report trimestrale sul Forex “I due lati della diversificazione del dollaro americano”, se questi istituti riducessero il loro livello di copertura del rischio (o facendo a meno di questa copertura oppure acquistando più asset stranieri senza copertura contro il rischio) potrebbe essere generato un flusso di capitale equivalente a 192 miliardi di dollari. Contestualizzando questo dato, il Fmi prevede un surplus delle partite correnti giapponesi di 138 miliardi di dollari per quest’anno. Anche se solo una piccola parte di questo flusso si mettesse in moto eserciterebbe sullo yen una pressione al ribasso.

In secondo luogo, riteniamo che il dollaro americano possa ancora migliorare la sua perfomance rispetto allo yen. Il momento di moderazione che l’economia Usa sta attraversando dovrebbe essere, a nostro avviso, temporaneo. Riteniamo che nel corso dell’anno le prospettive economiche statunitensi possano migliorare e si parlerà sempre di più di un’uscita anticipata dal programma di alleggerimento quantitativo per approfittare del momento.

Se da una parte siamo convinti che la Fed procederà in modo cauto, dall’altra riteniamo che ci sia spazio per un rialzo dei rendimenti obbligazionari statunitensi, una prospettiva che riteniamo tanto più fattibile se si considera che i rendimenti dei titoli obbligazionari Usa a 10 anni sono nuovamente inferiori al 2%. Poiché la Banca del Giappone continuerà a mantenere i rendimenti delle sue obbligazioni piatti per un po’, la crescita del differenziale sui tassi sarà positiva per il dollaro.

Di conseguenza, prevediamo un cambio USD/JPY a 105 in un anno e riteniamo che ci possano essere rischi al rialzo rispetto a questa previsione.

Commento di Sara Yates, Global Currency Strategist di J.P. Morgan Private Bank