Borse in ribasso. Draghi temporeggia su Ltro, ma i dubbi non mancano

Recupera terreno l’euro verso le principali valute dopo il meeting della Bce. Le borse si aspettavano una possibile nuova Ltro volta a stimolare il credito a famiglie e piccole e medie imprese.

ribasso borseAutore: Ufficio Studi IG. Lo stesso Draghi, in conferenza stampa, ha fatto sapere che una eventuale nuova Ltro non potrà essere utilizzata dalle banche per finanziare gli Stati, ma sarà riservata a riattivare il circolo del credito. Abbiamo diversi dubbi sull’efficacia di questa operazione. I requisiti stringenti imposti al sistema bancario e l’alta rischiosità delle famiglie e delle imprese, in una simile congiuntura negativa, difficilmente stimoleranno le banche a concedere prestiti, soprattutto per quelle che risiedono nella periferia dell’eurozona. A peggiorare la situazione c’è poi lo stress test (Asset Quality Review) della Bce che incombe, che certo non incentiva gli istituti di credito a incrementare il proprio portafoglio rischioso.

Intanto i buoni dati Usa di oggi (Pil nel 3° trim rivisto a +3,6% e sussidi disoccupazione ai minimi da ottobre) hanno incrementato ulteriormente la probabilità che la Federal Reserve possa dare avvio al tapering nel meeting del 17-18 dicembre. Saranno decisive le figure sui non farm payrolls in agenda domani il cui consensus si aggira ora intorno alle 200 mila unità.

EUR/USD

Il cambio Eur/Usd ha risentito inizialmente dei buoni dati Usa aggiornando i minimi di seduta, salvo poi recuperare in scia alla mancanza di azioni concrete da parte di Draghi. Il cross ha così recuperato terreno arrivando ai nuovi massimi dal 31 ottobre a quota 1,3670. Domani sarà un’altra seduta chiave. La prima resistenza rimane a 1,37, il cui superamento getterebbe le basi per un allungo verso 1,3830, picchi di ottobre. Attenzioni alle discese sotto i minimi da inizio mese a 1,3530, che sarebbero preludio per una discesa più marcata verso area 1,34.

USD/JPY

Prosegue la correzione del cambio Usd/Jpy dopo quattro settimane di deprezzamento dello yen. Il movimento del cambio nelle ultime tre sedute rimane configurato come una mera discesa fisiologica. L’attesa del tapering della Fed e le prospettive di un ulteriore allentamento monetario da parte della Bank of Japan ci inducono a pensare a un possibile trend rialzista per il cambio. L’unica attenuante rimane la possibile ondata di risk off attesa sul mercato che potrebbe far recuperare un po’ di terreno allo yen. Dal punto di vista tecnico, il cross dopo essere arrivato al ridosso dei massimi di maggio (a 103,70), è sceso sino a 101,85, primo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa dai minimi di ottobre. I livelli successivi rimangono a 100,60, top di settembre, e poi a 100, livello psicologico dove passa ora anche la media mobile a 50 giorni. Indicazioni positive si avrebbero con un superamento dei massimi annuali a 103,70, che potrebbe creare i presupposti per puntare a 105,60, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci nella discesa dai top del 2007.