Bollo conto corrente: ecco chi e’ esente e chi deve pagare. Prelievo anche su prodotti finanziari

L’Agenzia delle Entrate con una circolare ha definito l’ambito di applicazione, i criteri di calcolo e le agevolazioni dell’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente e ai rendiconti dei libretti di risparmio.

Le Banche e Poste Italiane devono applicare l’imposta di bollo sugli estratti di conto corrente e sui rendiconti dei libretti di risparmio, nella misura di 34,20 euro se il cliente e’ una persona fisica, e di 100 euro negli altri casi.

Non paga l’imposta di bollo il conto corrente di base rivolto alla clientela socialmente svantaggiata. Si tratta del servizio senza spese che deve essere offerto dall’intermediario ai consumatori il cui Isee e’ inferiore a 7.500 euro.

La stessa esenzione e’ concessa agli estratti e ai libretti, intestati a persone fisiche, che hanno un valore medio di giacenza complessivo non superiore a 5.000 euro.

CASI PARTICOLARI

Per i libretti al portatore deve essere considerato il soggetto che risulta censito al momento dell’emissione del libretto. Tuttavia se, successivamente all’emissione, viene censito dall’intermediario quale portatore del libretto, un soggetto diverso da quello che ne ha richiesto l’emissione, la misura dell’imposta deve essere determinata in considerazione del soggetto che risulta portatore del libretto.

In caso di piu’ rapporti di conto corrente o libretti di risparmio intestati al medesimo soggetto, l’imposta deve essere applicata con riferimento a ciascun rapporto.

BOLLI SU PRODOTTI FINANZIARI

Fanno parte di questa categoria le comunicazioni relative a valori mobiliari, a quote di organismi di investimento collettivo del risparmio, a strumenti finanziari derivati, a polizze assicurative e i buoni fruttiferi postali con valore superiore a 5.000 euro.

Rientrano nel campo applicativo dell’imposta, inoltre, i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati.

Per queste tipologie di comunicazioni, l’imposta viene applicata, in relazione all’ammontare complessivo dei prodotti finanziari detenuti dal cliente presso il singolo ente gestore, in modo proporzionale nella misura dell’1 per mille annuo nel 2012 e dell’1,5 per mille a partire dal 2013, con un importo minimo di 34,20 euro e un massimo, previsto soltanto per il 2012, di 1.200 euro.

Autore: redazione Finanzautile.org